La relazione tecnica per un autolavaggio è un documento che descrive il progetto, le caratteristiche dell’impianto, le modalità operative e il rispetto dei requisiti urbanistici, ambientali e di sicurezza. Viene utilizzata per presentare una nuova attività, richiedere autorizzazioni, avviare pratiche amministrative o documentare interventi di modifica e adeguamento. Disporre di un modello già pronto aiuta a organizzare correttamente le informazioni, ridurre il rischio di omissioni e velocizzare la compilazione della pratica, lasciando spazio all’inserimento dei dati specifici dell’autolavaggio.
Come scrivere una relazione tecnica autolavaggio
La relazione tecnica per un autolavaggio è il documento che descrive in modo organico l’attività, i locali, gli impianti, le modalità operative e gli effetti dell’insediamento sull’ambiente e sulla sicurezza. Deve consentire al Comune, allo Sportello Unico per le Attività Produttive, agli enti ambientali e agli eventuali organi di controllo di verificare che l’attività sia compatibile con la destinazione urbanistica, con le norme igienico-sanitarie, con la gestione delle acque reflue, con la sicurezza e con le disposizioni locali. Prima di iniziare è quindi necessario chiarire per quale pratica verrà utilizzata la relazione: apertura di una nuova attività, subentro, trasferimento, ampliamento, modifica degli impianti, regolarizzazione o rinnovo di un’autorizzazione.
Il primo passaggio consiste nel raccogliere i dati identificativi dell’impresa e dell’insediamento. Occorre indicare la denominazione o la ragione sociale, il codice fiscale e la partita IVA, la sede legale, i recapiti, il nominativo del titolare o del legale rappresentante e, se già disponibile, il numero di iscrizione alla Camera di Commercio. Per l’area o l’immobile vanno riportati l’indirizzo completo, i dati catastali, la superficie complessiva, la destinazione d’uso urbanistica ed edilizia e il titolo di disponibilità, come proprietà, locazione o comodato. È utile specificare anche se l’autolavaggio sarà presidiato o automatico, se funzionerà con operatore, con sistemi self-service o con entrambe le modalità e quali servizi saranno offerti, ad esempio lavaggio esterno, aspirazione, lavaggio interno, lucidatura, sanificazione o pulizia di veicoli commerciali.
La relazione deve descrivere con precisione il ciclo di lavorazione. Non è sufficiente scrivere che i veicoli vengono lavati: bisogna spiegare le fasi operative, dall’ingresso del mezzo alla conclusione del servizio. Si possono descrivere, in forma discorsiva, il posizionamento del veicolo, la rimozione preliminare dello sporco, il prelavaggio, l’applicazione dei detergenti, il risciacquo, l’eventuale trattamento con cere o prodotti protettivi, l’asciugatura e l’uscita. Se sono presenti aspiratori, compressori, distributori di prodotti, tunnel, portali automatici o piste self-service, ciascuna apparecchiatura deve essere indicata con la relativa funzione. Vanno inoltre specificati gli orari di funzionamento, il numero massimo presunto di veicoli trattabili e la presenza di personale.
Un elemento essenziale è la quantificazione della capacità produttiva. Occorre indicare il numero di piste o postazioni, il tempo medio necessario per ogni lavaggio e il numero stimato di lavaggi giornalieri e annuali. Quando si effettua un calcolo, è preferibile mostrare chiaramente la formula utilizzata. La capacità teorica giornaliera può essere stimata con la relazione “numero di postazioni × ore di funzionamento giornaliere × 60 / durata media del ciclo in minuti”. Il risultato deve poi essere ridotto, se necessario, per tenere conto dei tempi di attesa, delle pause, della manutenzione e dei periodi di minore affluenza. Le stime devono essere realistiche e coerenti con le dimensioni dell’impianto, con gli orari dichiarati e con i consumi previsti.
La parte descrittiva dei locali deve essere collegata alla planimetria. La relazione dovrebbe indicare la superficie coperta e scoperta, l’area di ingresso e di uscita, le piste di lavaggio, i locali tecnici, il deposito dei prodotti, gli eventuali uffici, i servizi igienici, gli spazi per l’attesa e le aree destinate alla raccolta dei rifiuti. È importante spiegare i percorsi dei veicoli e delle persone, specificando se sono separati e se la circolazione interna avviene in condizioni di sicurezza. La planimetria allegata deve riportare una scala leggibile, le destinazioni dei singoli ambienti, le superfici, le quote principali, le caditoie, i pozzetti, le tubazioni, i punti di scarico, i macchinari e gli accessi.
Particolare attenzione deve essere dedicata all’approvvigionamento e al consumo idrico. Bisogna indicare la fonte dell’acqua, come acquedotto pubblico, pozzo autorizzato o altra modalità ammessa, il consumo stimato per singolo lavaggio e il consumo complessivo. Una formula utile è “consumo idrico annuo = consumo medio per veicolo × numero di veicoli annui”. Se è previsto il ricircolo, occorre descrivere il funzionamento dell’impianto, la percentuale stimata di riutilizzo, i trattamenti effettuati sull’acqua e il volume di reintegro necessario. I dati non devono essere inventati: devono derivare dalle schede tecniche delle apparecchiature, dalle indicazioni del produttore o da misurazioni e stime tecnicamente motivabili.
La gestione delle acque reflue rappresenta normalmente uno dei punti più delicati. La relazione deve distinguere le acque meteoriche, le acque domestiche derivanti dai servizi igienici e le acque industriali provenienti dal lavaggio dei veicoli. Vanno descritti il sistema di raccolta, la pendenza delle pavimentazioni, le griglie, i pozzetti, i dissabbiatori, i disoleatori, le vasche di sedimentazione, gli eventuali impianti di trattamento e il recapito finale. Deve essere chiarito se lo scarico avviene nella pubblica fognatura, in corpo idrico superficiale, sul suolo o mediante altro sistema autorizzato. La possibilità di scaricare e i relativi limiti dipendono dalla normativa nazionale, regionale e dal regolamento del gestore del servizio idrico; per questo è necessario verificare preventivamente le autorizzazioni richieste e non limitarsi a dichiarare genericamente che le acque vengono smaltite regolarmente.
Quando si stimano i reflui, si può utilizzare la formula “volume annuo delle acque reflue = volume di acqua utilizzata per i lavaggi + acqua destinata ai servizi e alle altre attività − volume recuperato o evaporato”, purché i criteri siano spiegati. Se sono presenti prodotti detergenti, cere, sgrassatori o additivi, è opportuno indicare la denominazione commerciale, la funzione, le modalità di stoccaggio e la disponibilità delle schede di sicurezza. I contenitori devono essere conservati in modo da prevenire sversamenti accidentali e contaminazioni del terreno o della rete di raccolta delle acque meteoriche.
La relazione deve esaminare anche gli aspetti ambientali ulteriori rispetto agli scarichi. Occorre descrivere la produzione di fanghi, sabbie, oli, filtri, imballaggi, contenitori vuoti e altri rifiuti, precisando come vengono raccolti, depositati temporaneamente e conferiti a soggetti autorizzati. Non bisogna attribuire codici identificativi ai rifiuti senza aver verificato l’effettiva composizione e il processo che li genera. Se l’impianto produce rumore, vanno indicati le sorgenti principali, come pompe, aspiratori, compressori, asciugatori e portali automatici, gli orari di funzionamento, la distanza dai ricettori sensibili e gli eventuali sistemi di contenimento. In base alle prescrizioni locali può essere necessaria una valutazione di impatto acustico redatta da un tecnico competente.
Per ogni macchinario è utile riportare marca, modello, potenza installata, alimentazione, portata, rumorosità dichiarata e funzione. La potenza elettrica complessiva può essere calcolata sommando le potenze nominali delle apparecchiature, secondo la formula “potenza totale installata = Σ potenze nominali dei singoli impianti”. Il dato deve essere coerente con il progetto dell’impianto elettrico e con la disponibilità della fornitura. Devono essere descritti anche i quadri elettrici, la messa a terra, i dispositivi di protezione, l’illuminazione, l’eventuale impianto fotovoltaico e le procedure di manutenzione, rinviando alle dichiarazioni di conformità quando queste sono predisposte da installatori abilitati.
La sicurezza deve essere trattata in relazione sia agli operatori sia agli utenti. È necessario descrivere i rischi legati alla circolazione dei veicoli, alle superfici bagnate e scivolose, all’uso di prodotti chimici, agli organi meccanici in movimento, all’elettricità, al rumore, alle operazioni di manutenzione e agli interventi in spazi tecnici. Vanno indicati la segnaletica, i dispositivi di arresto di emergenza, le protezioni delle parti mobili, gli estintori, le vie di esodo, l’illuminazione di emergenza e le procedure per gestire sversamenti, guasti o incidenti. Se l’attività rientra tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi, la relazione deve coordinarsi con la pratica antincendio e con la documentazione predisposta dal professionista competente.
Il tono deve essere tecnico, oggettivo e verificabile. È preferibile usare frasi come “si prevede”, “è installato”, “il refluo viene convogliato” o “la superficie risulta pari a” invece di espressioni promozionali come “impianto ecologico”, “servizio completamente sicuro” o “sistema a impatto zero”, a meno che tali affermazioni siano dimostrate da dati e certificazioni. Ogni dichiarazione importante dovrebbe essere collegata a un allegato, a una scheda tecnica, a una planimetria, a un’autorizzazione o a un calcolo. La relazione deve distinguere chiaramente tra situazione esistente, opere da realizzare e interventi futuri.
Prima dell’invio bisogna confrontare tutti i dati della relazione con la modulistica del SUAP, la planimetria, il documento catastale, le autorizzazioni allo scarico, il titolo edilizio, le schede delle macchine, le schede di sicurezza dei prodotti e le dichiarazioni di conformità. È necessario verificare che superfici, indirizzi, dati catastali, potenze, portate, consumi, numero di postazioni e orari siano identici in tutti i documenti. Occorre inoltre controllare le firme, la data, il formato dei file, la leggibilità degli allegati, la validità dei documenti e l’eventuale necessità di firma digitale o di asseverazione da parte di un tecnico abilitato.
Tra gli errori più frequenti rientrano la descrizione generica dell’attività, l’assenza di un vero schema del ciclo di lavaggio, la confusione tra acque meteoriche e acque reflue industriali, la mancata indicazione del recapito degli scarichi, l’uso di consumi palesemente sottostimati, la planimetria non coerente con lo stato dei luoghi e il semplice richiamo a norme non pertinenti. È inoltre rischioso copiare una relazione predisposta per un altro impianto senza sostituire tutti i dati, dichiarare autorizzazioni non ancora ottenute, allegare schede tecniche incomplete o presentare calcoli privi di unità di misura. Una relazione efficace non deve essere inutilmente lunga, ma deve contenere informazioni specifiche, controllabili e coerenti con l’impianto reale.
Modello relazione tecnica autolavaggio
RELAZIONE TECNICA
ATTIVITÀ DI AUTOLAVAGGIO
1. DATI GENERALI
Oggetto:
Relazione tecnica descrittiva relativa alla realizzazione, installazione e gestione di un’attività di autolavaggio.
Denominazione dell’attività: ____
Tipologia di attività: ____
Sede dell’attività: ____
Indirizzo: ____ n. civico: ____
Comune: ____ Provincia: ____
Foglio catastale: ____ Particella: ____
Subalterno: ____
Destinazione urbanistica dell’area: ____
Titolo abilitativo richiesto: ____
Procedimento amministrativo: ____
Data: ____
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2. SOGGETTO TITOLARE DELL’ATTIVITÀ
Ditta o società: ____
Codice fiscale: ____
Partita IVA: ____
Sede legale: ____
Indirizzo: ____ n. civico: ____
Comune: ____ Provincia: ____
Telefono: ____ E-mail: ____
PEC: ____
Legale rappresentante: ____
Nato a: ____ il: ____
Codice fiscale: ____
Residente in: ____
Qualifica: ____
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3. TECNICO INCARICATO
Il sottoscritto: ____
Qualifica professionale: ____
Ordine o Collegio professionale: ____
Provincia: ____ Numero di iscrizione: ____
Codice fiscale: ____
Partita IVA: ____
Studio professionale: ____
Indirizzo: ____ n. civico: ____
Comune: ____ Provincia: ____
Telefono: ____
E-mail: ____
PEC: ____
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4. PREMESSA
La presente relazione tecnica riguarda l’attività di autolavaggio da esercitarsi presso l’immobile sito in ____, identificato catastalmente al foglio ____, particella ____, subalterno ____.
L’attività sarà esercitata dal soggetto ____, in qualità di ____, secondo le modalità descritte nella presente relazione e negli elaborati tecnici allegati.
L’intervento consiste in ____.
La struttura e gli impianti saranno realizzati e gestiti nel rispetto della normativa vigente in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, ambientale, di sicurezza sui luoghi di lavoro, prevenzione incendi, scarichi idrici, emissioni sonore e gestione dei rifiuti.
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5. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E URBANISTICO
L’area oggetto dell’intervento è situata in ____, in una zona classificata dal vigente strumento urbanistico come ____.
La destinazione urbanistica consente lo svolgimento dell’attività di autolavaggio secondo quanto previsto da ____.
L’area è accessibile dalla viabilità pubblica denominata ____.
I confini dell’area risultano così individuati:
- a nord: ____;
- a sud: ____;
- a est: ____;
- a ovest: ____.
La superficie complessiva del lotto è pari a circa ____ metri quadrati.
La superficie destinata all’attività è pari a circa ____ metri quadrati.
La superficie coperta esistente è pari a circa ____ metri quadrati.
La superficie coperta di progetto è pari a circa ____ metri quadrati.
La superficie impermeabilizzata complessiva è pari a circa ____ metri quadrati.
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6. DESCRIZIONE DELL’IMMOBILE E DELL’AREA
L’attività sarà svolta in:
__
L’immobile è costituito da:
__
Le strutture esistenti o di nuova realizzazione sono realizzate con:
Strutture portanti: ____
Copertura: ____
Tamponamenti: ____
Pavimentazioni: ____
Finiture interne: ____
Finiture esterne: ____
L’altezza interna dei locali è pari a circa ____ metri.
L’altezza massima delle strutture esterne è pari a circa ____ metri.
L’area sarà organizzata mediante:
__
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7. CARATTERISTICHE DELL’ATTIVITÀ
L’attività comprenderà le seguenti lavorazioni e servizi:
- lavaggio esterno dei veicoli;
- lavaggio manuale dei veicoli;
- lavaggio mediante impianto automatico;
- aspirazione interna dei veicoli;
- pulizia e trattamento degli interni;
- asciugatura;
- trattamento di lucidatura;
- lavaggio di motocicli;
- lavaggio di autocarri;
- ____;
- ____.
L’attività sarà svolta nei seguenti giorni:
__
L’orario di apertura al pubblico sarà il seguente:
Giorni feriali: ____
Giorni festivi: ____
Orario di apertura: ____
Orario di chiusura: ____
Il numero massimo di addetti presenti contemporaneamente sarà pari a ____ unità.
Il numero massimo stimato di veicoli trattabili giornalmente sarà pari a ____.
Il numero massimo stimato di veicoli trattabili annualmente sarà pari a ____.
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8. ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI
Gli spazi funzionali dell’attività saranno articolati come segue:
Area di ingresso e accettazione: ____ metri quadrati.
Area di lavaggio: ____ metri quadrati.
Area di asciugatura: ____ metri quadrati.
Area di aspirazione: ____ metri quadrati.
Area di attesa: ____ metri quadrati.
Area di manovra: ____ metri quadrati.
Area di parcheggio: ____ metri quadrati.
Locale tecnico: ____ metri quadrati.
Locale deposito: ____ metri quadrati.
Servizi igienici: ____ metri quadrati.
Spogliatoi: ____ metri quadrati.
Ufficio: ____ metri quadrati.
Altri locali: ____.
Il numero complessivo degli stalli di attesa e parcheggio sarà pari a ____.
La circolazione interna dei veicoli avverrà secondo il seguente schema:
__
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9. IMPIANTI E ATTREZZATURE
L’attività sarà dotata dei seguenti impianti e attrezzature:
- impianto di lavaggio automatico;
- impianto di lavaggio a pressione;
- impianto di lavaggio manuale;
- impianto di aspirazione;
- impianto di trattamento e dosaggio dei detergenti;
- impianto di recupero e ricircolo delle acque;
- impianto di osmosi o demineralizzazione;
- impianto di compressione dell’aria;
- impianto di distribuzione dell’acqua;
- impianto di scarico e raccolta delle acque reflue;
- separatore di oli e idrocarburi;
- vasca di sedimentazione;
- sistema di filtrazione;
- sistema di pagamento automatico;
- impianto di illuminazione;
- impianto elettrico;
- impianto di videosorveglianza;
- ____;
- ____.
Marca e modello delle apparecchiature principali: ____
Potenza elettrica complessiva installata: ____ kW.
Potenza sonora dichiarata delle apparecchiature: ____ dB.
Numero di piste di lavaggio: ____.
Numero di impianti automatici: ____.
Numero di postazioni manuali: ____.
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10. IMPIANTO IDRICO
L’approvvigionamento idrico avverrà mediante:
__
Gestore del servizio idrico: ____
Punto di allacciamento: ____
Diametro della condotta: ____
Portata disponibile: ____ litri al minuto.
Il consumo idrico stimato è il seguente:
Consumo medio per veicolo: ____ litri.
Consumo giornaliero medio: ____ litri.
Consumo giornaliero massimo: ____ litri.
Consumo annuo stimato: ____ metri cubi.
È previsto un sistema di recupero e ricircolo delle acque con le seguenti caratteristiche:
__
Percentuale stimata di recupero: ____.
Capacità del serbatoio di accumulo: ____ litri.
Capacità della vasca di sedimentazione: ____ litri.
Capacità della vasca di disoleazione: ____ litri.
L’acqua utilizzata per il lavaggio sarà:
__
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11. IMPIANTO DI SCARICO E GESTIONE DELLE ACQUE REFLUE
Le acque reflue prodotte dall’attività saranno costituite da:
- acque di lavaggio dei veicoli;
- acque di dilavamento delle superfici operative;
- acque provenienti dai locali di servizio;
- acque meteoriche;
- ____.
Le acque saranno raccolte mediante:
__
Prima dello scarico, le acque di processo saranno sottoposte ai seguenti trattamenti:
- grigliatura;
- sedimentazione;
- separazione degli oli e degli idrocarburi;
- filtrazione;
- trattamento chimico-fisico;
- ____.
Tipologia di scarico: ____
Recapito finale: ____
Punto di scarico: ____
Portata media dello scarico: ____ metri cubi al giorno.
Portata massima dello scarico: ____ litri al secondo.
Autorizzazione allo scarico: ____
Numero dell’autorizzazione: ____
Data dell’autorizzazione: ____
Le acque meteoriche saranno gestite mediante:
__
Le aree di lavaggio saranno dotate di pavimentazione impermeabile, idonea a impedire l’infiltrazione nel suolo delle acque contaminate.
La rete di raccolta sarà realizzata mediante:
__
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12. DETERGENTI E PRODOTTI CHIMICI
I prodotti utilizzati nell’attività saranno costituiti da:
- detergenti alcalini;
- detergenti acidi;
- shampoo per autoveicoli;
- cere e prodotti lucidanti;
- prodotti sgrassanti;
- prodotti per il trattamento degli interni;
- prodotti disinfettanti;
- additivi per impianti di lavaggio;
- ____.
I prodotti saranno conservati in apposito locale o area dedicata, dotata di:
__
Quantità massima complessiva dei prodotti stoccati: ____ litri o chilogrammi.
I contenitori saranno conservati in condizioni idonee, con sistemi di contenimento per eventuali sversamenti accidentali.
Le schede di sicurezza dei prodotti saranno disponibili presso:
__
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13. GESTIONE DEI RIFIUTI
I rifiuti prodotti dall’attività saranno costituiti principalmente da:
- fanghi derivanti dalla sedimentazione;
- residui oleosi e idrocarburi;
- filtri esausti;
- contenitori vuoti contaminati;
- imballaggi in plastica;
- imballaggi in carta e cartone;
- stracci e materiali assorbenti;
- rifiuti urbani e assimilati;
- ____.
Codici EER dei principali rifiuti prodotti: ____
I rifiuti saranno raccolti e depositati temporaneamente in apposita area ubicata in:
__
L’area sarà dotata di pavimentazione impermeabile, copertura e sistemi idonei a evitare la dispersione nell’ambiente.
Il conferimento sarà effettuato mediante soggetti autorizzati:
Ditta incaricata: ____
Sede: ____
Autorizzazione: ____
Frequenza del conferimento: ____
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14. IMPIANTO ELETTRICO
L’impianto elettrico sarà realizzato secondo la normativa tecnica vigente e sarà corredato dalla relativa dichiarazione di conformità.
Tensione di alimentazione: ____
Potenza impegnata: ____ kW.
Quadro elettrico generale ubicato in: ____
Dispositivo di sgancio di emergenza ubicato in: ____
Impianto di messa a terra: ____
Protezione contro i contatti diretti e indiretti: ____
Protezione contro sovracorrenti e cortocircuiti: ____
Ditta installatrice: ____
Abilitazione professionale: ____
Data prevista di ultimazione dell’impianto: ____
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15. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE
L’illuminazione degli ambienti e delle aree esterne sarà realizzata mediante:
__
L’impianto garantirà adeguati livelli di illuminamento nelle aree di lavoro, transito, manovra e accesso.
L’illuminazione di sicurezza sarà costituita da:
__
Numero dei corpi illuminanti di emergenza: ____
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16. IMPIANTO ANTINCENDIO E SICUREZZA
L’attività sarà dotata dei seguenti presidi antincendio:
- estintori portatili;
- estintori carrellati;
- idranti;
- rete antincendio;
- segnaletica di sicurezza;
- illuminazione di emergenza;
- dispositivi di arresto degli impianti;
- ____.
Numero degli estintori: ____
Tipologia degli estintori: ____
Capacità estinguente: ____
Ubicazione dei presidi antincendio: ____
Attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi: ____
Categoria di assoggettabilità: ____
Pratica antincendio: ____
Certificato o segnalazione antincendio: ____
Numero pratica: ____
Data: ____
Saranno mantenute libere e sempre accessibili le vie di esodo e le aree necessarie all’intervento dei mezzi di soccorso.
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17. SICUREZZA DEI LAVORATORI
L’attività sarà organizzata nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Saranno adottate misure per prevenire:
- scivolamenti e cadute;
- contatti con sostanze chimiche;
- urti e investimenti da parte dei veicoli;
- rischi elettrici;
- rischi derivanti dall’utilizzo di apparecchiature in pressione;
- esposizione a rumore;
- movimentazione manuale dei carichi;
- ____.
Datore di lavoro: ____
Responsabile del servizio di prevenzione e protezione: ____
Medico competente: ____
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: ____
Numero dei lavoratori: ____
Dispositivi di protezione individuale previsti: ____
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18. EMISSIONI IN ATMOSFERA
L’attività non determina emissioni significative in atmosfera, fatta eccezione per:
__
Le eventuali emissioni derivanti da impianti o apparecchiature saranno gestite mediante:
__
Autorizzazione alle emissioni: ____
Numero dell’autorizzazione: ____
Data: ____
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19. IMPATTO ACUSTICO
Le principali sorgenti sonore dell’attività saranno costituite da:
- impianti automatici di lavaggio;
- pompe;
- compressori;
- aspiratori;
- ventilatori;
- impianti di asciugatura;
- transito e manovra dei veicoli;
- ____.
Classe acustica dell’area: ____
Limite diurno: ____ dB.
Limite notturno: ____ dB.
Livello acustico stimato presso i ricettori sensibili: ____ dB.
Distanza dal ricettore sensibile più vicino: ____ metri.
Sono previste le seguenti misure di contenimento del rumore:
__
Tecnico competente in acustica: ____
Valutazione previsionale di impatto acustico: ____
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20. VIABILITÀ, ACCESSI E PARCHEGGI
L’accesso all’attività avverrà dalla strada pubblica denominata ____.
L’ingresso avrà larghezza pari a circa ____ metri.
L’uscita avrà larghezza pari a circa ____ metri.
La gestione degli accessi sarà regolata mediante:
__
La viabilità interna consentirà:
- ingresso e uscita in sicurezza;
- transito dei veicoli diretti alle postazioni di lavaggio;
- manovra dei veicoli;
- accesso ai mezzi di soccorso;
- accesso alle aree tecniche;
- ____.
Il numero degli stalli disponibili sarà pari a ____.
La segnaletica orizzontale e verticale sarà realizzata mediante:
__
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21. BARRIERE ARCHITETTONICHE
L’accessibilità agli spazi destinati al pubblico sarà garantita mediante:
__
Saranno accessibili e fruibili i seguenti spazi:
- ingresso;
- area di attesa;
- servizi igienici;
- uffici o locali aperti al pubblico;
- percorsi di collegamento;
- ____.
Numero di posti auto riservati: ____
Larghezza dei percorsi accessibili: ____ metri.
Pendenza massima dei percorsi: ____.
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22. SERVIZI IGIENICI E LOCALI PER IL PERSONALE
L’attività sarà dotata di:
Numero dei servizi igienici per il pubblico: ____
Numero dei servizi igienici per il personale: ____
Numero degli spogliatoi: ____
Numero delle docce: ____
Numero dei lavabi: ____
I locali saranno dotati di:
- pavimenti e pareti lavabili;
- adeguata ventilazione;
- illuminazione naturale o artificiale;
- approvvigionamento di acqua potabile;
- scarico regolarmente autorizzato;
- ____.
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23. MANUTENZIONE E CONTROLLI
Gli impianti e le attrezzature saranno sottoposti a regolare manutenzione secondo le indicazioni dei costruttori e la normativa vigente.
Saranno effettuati controlli periodici su:
- impianti elettrici;
- impianto di messa a terra;
- apparecchiature di lavaggio;
- pompe e compressori;
- sistemi di recupero e trattamento delle acque;
- separatori di oli e idrocarburi;
- presidi antincendio;
- dispositivi di sicurezza;
- pavimentazioni e griglie di raccolta;
- ____.
Ditta incaricata della manutenzione: ____
Frequenza delle manutenzioni: ____
Responsabile dei controlli: ____
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24. MISURE DI PREVENZIONE DEGLI SVERSAMENTI
Per prevenire e contenere eventuali sversamenti accidentali saranno adottate le seguenti misure:
- conservazione dei prodotti in contenitori integri;
- deposito su pavimentazione impermeabile;
- presenza di vasche o bacini di contenimento;
- disponibilità di materiale assorbente;
- separazione delle acque di processo dalle acque meteoriche;
- chiusura delle reti di raccolta in caso di emergenza;
- formazione del personale;
- ____.
In caso di sversamento sarà applicata la seguente procedura:
__
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25. PROCEDURE DI EMERGENZA
In caso di incendio, guasto, sversamento o altra emergenza, le operazioni previste saranno:
__
Numero di emergenza interno: ____
Punto di raccolta: ____
Ubicazione del quadro elettrico generale: ____
Ubicazione della valvola generale dell’acqua: ____
Ubicazione dei dispositivi di arresto degli impianti: ____
Percorsi di esodo: ____
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26. CONFORMITÀ NORMATIVA
L’intervento e l’attività saranno realizzati nel rispetto delle disposizioni applicabili in materia di:
- urbanistica ed edilizia;
- igiene e sanità pubblica;
- scarichi idrici;
- tutela delle acque;
- gestione dei rifiuti;
- emissioni in atmosfera;
- impatto acustico;
- sicurezza degli impianti;
- prevenzione incendi;
- sicurezza nei luoghi di lavoro;
- superamento delle barriere architettoniche;
- tutela dell’ambiente;
- ____.
Riferimenti normativi specifici applicabili: ____
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27. CONCLUSIONI
Dalla verifica delle caratteristiche dell’immobile, dell’area, degli impianti e delle modalità di esercizio, risulta che l’attività di autolavaggio prevista presso ____ è tecnicamente realizzabile a condizione che siano rispettate le prescrizioni contenute nella presente relazione, negli elaborati progettuali e negli eventuali provvedimenti autorizzativi.
Le opere e gli impianti saranno eseguiti da imprese abilitate e corredati dalla documentazione prevista dalla normativa vigente.
La gestione dell’attività dovrà avvenire secondo le modalità indicate nella presente relazione, garantendo il rispetto delle condizioni di sicurezza, igiene, tutela ambientale e corretta gestione degli scarichi, dei rifiuti e delle sostanze utilizzate.
Luogo: ____
Data: ____
Il titolare dell’attività
Il tecnico incaricato
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28. ELENCO DEGLI ALLEGATI
- planimetria catastale;
- estratto dello strumento urbanistico;
- planimetria generale dell’area;
- planimetria dello stato attuale;
- planimetria dello stato di progetto;
- elaborati grafici degli impianti;
- schema della rete idrica;
- schema della rete di raccolta e scarico;
- relazione o valutazione di impatto acustico;
- documentazione relativa agli impianti tecnologici;
- schede tecniche delle apparecchiature;
- schede di sicurezza dei prodotti chimici;
- documentazione relativa alla gestione dei rifiuti;
- documentazione relativa alla prevenzione incendi;
- dichiarazioni di conformità degli impianti;
- autorizzazione allo scarico;
- titolo di disponibilità dell’immobile;
- documentazione fotografica;
- documento di identità del titolare;
- documento di identità del tecnico;
- ____;
- ____.