L’opposizione all’ordinanza-ingiunzione per occupazione di suolo pubblico è il ricorso con cui si contesta una sanzione amministrativa emessa dal Comune o da un’altra autorità competente, ad esempio per occupazione abusiva, mancata autorizzazione o violazione delle condizioni previste dal titolo concessorio. Può essere utilizzata quando si ritiene che l’accertamento sia errato, la sanzione non sia dovuta o l’ordinanza presenti vizi formali o procedurali. Disporre di un modello già pronto aiuta a organizzare le contestazioni, indicare correttamente i fatti e allegare la documentazione necessaria, verificando sempre l’autorità competente e i termini previsti per presentare l’opposizione.
Come scrivere una opposizione ordinanza ingiunzione occupazione suolo pubblico
Per preparare un’opposizione contro un’ordinanza-ingiunzione relativa all’occupazione di suolo pubblico occorre anzitutto capire con precisione quale atto si intende contestare. L’ordinanza-ingiunzione è il provvedimento con cui l’autorità amministrativa ritiene accertata una violazione e ingiunge il pagamento di una sanzione, spesso insieme alle spese del procedimento. Non va confusa con il verbale di accertamento iniziale, con un semplice avviso di pagamento, con un sollecito, con un atto di recupero del canone di occupazione o con un provvedimento di rimozione dell’occupazione. Ciascun atto può avere termini, autorità competente e modalità di impugnazione differenti.
Nel caso dell’occupazione di suolo pubblico è particolarmente importante distinguere la sanzione amministrativa dal canone unico patrimoniale, dal precedente COSAP o da altri importi dovuti per l’occupazione. L’ordinanza può riguardare soltanto la sanzione, oppure può essere collegata anche alla richiesta di pagamento del canone, delle maggiorazioni, degli interessi e delle spese. Prima di predisporre l’opposizione bisogna quindi esaminare l’atto e verificare che cosa viene concretamente richiesto, quale norma viene indicata come violata e quale rimedio viene espressamente previsto.
Il primo controllo riguarda la data e le modalità di notificazione. In linea generale, l’opposizione all’ordinanza-ingiunzione è soggetta al termine di trenta giorni dalla notificazione; il termine può essere più lungo per chi risiede all’estero, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile. La data da cui decorre il termine non coincide necessariamente con quella stampata sull’ordinanza, ma normalmente con il giorno in cui il destinatario ha ricevuto legalmente l’atto, anche tramite posta elettronica certificata, se la notificazione è valida. È opportuno conservare la busta, la ricevuta di consegna PEC, l’avviso di ricevimento, la relata di notifica o qualunque documento consenta di dimostrare il giorno della ricezione.
Il termine deve essere calcolato con attenzione. Il giorno della notificazione, di regola, non si conta, mentre si considera l’ultimo giorno utile. Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine è normalmente prorogato al primo giorno non festivo. Non bisogna fare affidamento soltanto sulla data riportata nell’atto, perché potrebbe trattarsi della data di emissione o di firma e non di quella di notificazione. Un’opposizione tardiva rischia di essere dichiarata inammissibile senza che il giudice esamini le contestazioni nel merito.
L’atto deve essere indirizzato all’autorità giudiziaria indicata nell’ordinanza o individuata sulla base delle norme applicabili. In materia di sanzioni amministrative la competenza è generalmente del giudice ordinario del luogo in cui è stata commessa la violazione, ma l’ufficio competente può dipendere dalla natura dell’atto, dall’importo, dalla materia e dalle regole vigenti al momento della presentazione. In molte ipotesi l’opposizione viene proposta davanti al Giudice di pace, mentre in altre può essere competente il Tribunale. È quindi essenziale leggere la parte finale dell’ordinanza, spesso denominata “avvertenze”, “modalità di ricorso” o “indicazione dell’autorità competente”. Se quelle indicazioni mancano o sembrano contraddittorie, è prudente effettuare una verifica presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario competente o con l’assistenza di un professionista.
Nell’intestazione devono comparire l’ufficio giudiziario competente e l’indicazione che si tratta di un’opposizione a ordinanza-ingiunzione. Subito dopo vanno riportati i dati completi della persona o dell’impresa che propone il ricorso. Per una persona fisica occorrono nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, domicilio, recapito telefonico e indirizzo PEC, se disponibile. Per una società o un’impresa individuale devono essere indicati denominazione, codice fiscale e partita IVA, sede legale, eventuale sede operativa, dati del legale rappresentante e titolo in base al quale egli agisce. Se il ricorso è presentato da un difensore, devono essere inseriti anche i dati dell’avvocato e il riferimento alla procura.
Deve essere identificata con precisione l’autorità che ha emesso l’ordinanza, normalmente il Comune, il dirigente, il responsabile dell’ufficio o altro organo indicato nel provvedimento. È opportuno riportare il numero dell’ordinanza, la data, il numero del verbale presupposto, l’importo richiesto e la data di notificazione. Se l’atto riguarda un luogo specifico, bisogna indicare l’indirizzo dell’occupazione, il periodo contestato, la superficie occupata, l’eventuale numero di concessione o autorizzazione e ogni ulteriore riferimento riportato dall’amministrazione.
La parte iniziale del ricorso deve spiegare in modo ordinato i fatti. È preferibile procedere in ordine cronologico, indicando quando è avvenuta l’occupazione, quale attività veniva svolta, se era stata richiesta o rilasciata un’autorizzazione, quando è stato effettuato il sopralluogo, quale verbale è stato redatto, quando sono state presentate eventuali memorie o osservazioni e quando è stata notificata l’ordinanza. I fatti devono essere descritti senza espressioni polemiche e senza attribuire intenzioni all’amministrazione o agli agenti accertatori. Se un dato non è certo, è meglio utilizzare formule come “per quanto risulta dagli atti” oppure “secondo quanto indicato nel verbale”.
Dopo la ricostruzione dei fatti devono essere esposti i motivi di opposizione. Ogni motivo dovrebbe riguardare una specifica critica e dovrebbe collegare il fatto contestato alla norma o al principio che si ritiene violato. Non è sufficiente affermare che la sanzione è ingiusta o eccessiva: bisogna spiegare perché l’ordinanza sarebbe illegittima o perché la violazione non sussisterebbe.
Una prima contestazione può riguardare l’inesistenza dell’occupazione o la non riferibilità dell’occupazione al destinatario. In questo caso occorre spiegare, ad esempio, che la persona indicata non era il titolare dell’attività, non aveva la disponibilità dell’area, non aveva installato la struttura oppure non era presente nel periodo contestato. La contestazione deve essere sostenuta da documenti, come contratto di locazione, accordo con il vero titolare, visura camerale, fatture, fotografie, autorizzazioni intestate ad altro soggetto o dichiarazioni verificabili.
Un altro motivo può riguardare l’esistenza di un’autorizzazione, concessione, comunicazione, segnalazione o titolo abilitativo. In tal caso è necessario indicare il numero del provvedimento, la data di rilascio, la durata, l’area autorizzata, la superficie e le condizioni eventualmente previste. Se l’occupazione eccedeva i limiti autorizzati, è preferibile contestare soltanto la parte non corretta, spiegando con precisione quale area o quale periodo sarebbe stato effettivamente autorizzato.
Possono essere contestati anche errori nell’identificazione del luogo, nella superficie, nel periodo dell’occupazione, nella tipologia dell’attività o nel calcolo della sanzione. Una differenza di pochi metri quadrati o di alcuni giorni può incidere sulla quantificazione, ma deve essere dimostrata mediante planimetrie, fotografie datate, misurazioni, autorizzazioni, fatture, registri dell’attività o altri documenti. Se l’amministrazione ha applicato una disposizione non pertinente, bisogna citare la norma richiamata nell’ordinanza e spiegare perché non sarebbe applicabile al caso concreto.
Ulteriori motivi possono riguardare vizi della notificazione, mancanza o insufficienza della motivazione, omessa valutazione delle memorie difensive presentate in precedenza, mancata indicazione degli elementi essenziali della violazione, errata individuazione del responsabile, prescrizione o decadenza, quando effettivamente applicabili. Questi argomenti devono essere verificati con cautela, perché la validità dell’atto dipende dalla disciplina specifica utilizzata dal Comune e dall’eventuale distinzione tra sanzione amministrativa e pretesa patrimoniale.
Se l’importo è stato determinato in modo sproporzionato, si può chiedere in subordine la riduzione della sanzione entro i limiti consentiti dalla legge. La richiesta principale potrebbe essere formulata così: “Voglia l’Ill.mo Giudice annullare l’ordinanza-ingiunzione impugnata e dichiarare non dovute le somme richieste”. In via subordinata si può aggiungere: “Nella denegata ipotesi di mancato accoglimento della domanda principale, voglia rideterminare la sanzione nella misura minima o nella diversa misura ritenuta equa e conforme ai criteri di legge”. La riduzione non sostituisce però la contestazione dei fatti e non equivale ad ammissione della violazione, salvo che il testo venga formulato in modo ambiguo.
Poiché la presentazione dell’opposizione non comporta necessariamente la sospensione automatica dell’efficacia dell’ordinanza, è opportuno inserire, quando esistono ragioni concrete, una richiesta cautelare di sospensione. La formula può essere: “Si chiede altresì la sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza impugnata, considerato il pericolo di subire un pregiudizio grave e difficilmente riparabile e la fondatezza dei motivi esposti”. Occorre poi spiegare in concreto quale danno si verificherebbe, ad esempio l’avvio di una riscossione coattiva, il blocco di somme necessarie all’attività, l’iscrizione di fermi o altre conseguenze non facilmente reversibili. Una richiesta generica di sospensione ha minori possibilità di essere valutata positivamente.
La parte finale deve contenere le conclusioni, l’elenco degli allegati, la data e la firma. Gli allegati possono comprendere copia dell’ordinanza-ingiunzione, prova della notificazione, verbale di accertamento, autorizzazioni o concessioni, ricevute di pagamento, planimetrie, fotografie, comunicazioni con il Comune, memorie già depositate, visure, contratti e ogni documento richiamato nel testo. Gli allegati vanno numerati e citati nel ricorso, per esempio “come risulta dal documento 3 allegato”. È utile presentare una copia completa anche per la controparte e conservare ricevute, attestazioni di deposito e versione definitiva dell’atto.
La conclusione può essere formulata in termini semplici: “Per questi motivi, il ricorrente chiede che l’Ill.mo Giudice accolga l’opposizione, annulli l’ordinanza-ingiunzione indicata in epigrafe e dichiari non dovute le somme richieste, con vittoria di spese, ove dovute. In subordine, chiede la rideterminazione della sanzione nella misura minima prevista”. La formula deve essere adattata al caso concreto e non deve contenere richieste incompatibili tra loro.
Prima dell’invio bisogna controllare che il documento sia firmato, che il destinatario sia corretto, che il termine non sia scaduto, che siano presenti la copia integrale dell’ordinanza e la prova della notifica e che il canale di deposito sia quello previsto dall’ufficio giudiziario. A seconda della procedura applicabile, il deposito può richiedere modalità telematiche, iscrizione a ruolo, pagamento del contributo unificato e, in determinati casi, l’assistenza obbligatoria di un avvocato. Non è sufficiente inviare una semplice PEC al Comune, salvo che si tratti di una comunicazione separata o di una procedura espressamente prevista: l’opposizione deve essere depositata presso l’autorità giudiziaria competente secondo le forme stabilite.
È importante evitare testi aggressivi, accuse non dimostrate, citazioni normative casuali, ricostruzioni troppo lunghe e richieste generiche. Non bisogna limitarsi a ripetere che il verbale è “falso” o che gli agenti “hanno sbagliato”, perché queste affermazioni senza prova possono indebolire la credibilità del ricorso. È inoltre rischioso confondere il mancato pagamento del canone con l’assenza della violazione amministrativa, omettere la richiesta di sospensione quando vi è un concreto rischio di riscossione o ignorare le indicazioni contenute nell’ordinanza sul giudice competente e sulle modalità di impugnazione.
Quando l’importo è elevato, vi sono più responsabili, l’occupazione riguarda un’attività commerciale o l’atto comprende anche canoni, interessi e riscossione coattiva, è consigliabile far verificare il testo da un avvocato prima del deposito. Anche in assenza di assistenza professionale, il documento deve restare concreto: dati esatti, cronologia verificabile, motivi collegati ai fatti, prove ordinate e richieste formulate in modo chiaro.
Modello opposizione ordinanza ingiunzione occupazione suolo pubblico
RICORSO IN OPPOSIZIONE A ORDINANZA-INGIUNZIONE
AI SENSI DELL’ARTICOLO 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO 1° SETTEMBRE 2011, N. 150 E DELL’ARTICOLO 22 DELLA LEGGE 24 NOVEMBRE 1981, N. 689
AL TRIBUNALE ORDINARIO DI ______________________________
Sezione Civile
Il/La sottoscritto/a ______________________________, nato/a a ______________________________ il ______________________________, codice fiscale ______________________________, residente in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________, CAP ______________________________, telefono ______________________________, posta elettronica ______________________________, posta elettronica certificata ______________________________,
in qualità di ______________________________ della società o impresa ______________________________, con sede legale in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________, codice fiscale ______________________________, partita IVA ______________________________, iscritta al Registro delle Imprese di ______________________________ al numero ______________________________,
rappresentato/a e difeso/a dall’Avvocato ______________________________, codice fiscale ______________________________, del Foro di ______________________________, con studio in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________, telefono ______________________________, posta elettronica certificata ______________________________, fax ______________________________,
come da procura alle liti allegata al presente ricorso,
elettivamente domiciliato/a presso lo studio del difensore in ______________________________,
RICORRENTE
CONTRO
______________________________, in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________, codice fiscale ______________________________, posta elettronica certificata ______________________________,
AUTORITÀ EMITTENTE L’ORDINANZA-INGIUNZIONE
E NEI CONFRONTI DI
______________________________, con sede o residenza in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________, quale eventuale ulteriore destinatario, obbligato in solido o soggetto interessato,
PREMESSO CHE
1. In data ______________________________ il/la ricorrente riceveva notificazione dell’ordinanza-ingiunzione n. ______________________________, emessa in data ______________________________ da ______________________________.
2. L’ordinanza-ingiunzione ingiungeva il pagamento della somma di euro ______________________________, oltre euro ______________________________ per spese, per un importo complessivo di euro ______________________________, entro il termine di ______________________________ dalla notificazione.
3. Il provvedimento traeva origine dal verbale di accertamento n. ______________________________, redatto in data ______________________________ da ______________________________, avente ad oggetto la presunta occupazione di suolo pubblico sita in ______________________________, via o piazza ______________________________, per il periodo dal ______________________________ al ______________________________.
4. La contestazione riguardava, in particolare, la presunta occupazione di una superficie pari a metri quadrati ______________________________, mediante ______________________________.
5. L’ordinanza-ingiunzione veniva notificata al/alla ricorrente in data ______________________________.
6. Il presente ricorso è tempestivo, essendo proposto entro il termine di legge decorrente dalla notificazione dell’ordinanza-ingiunzione.
7. Il/La ricorrente contesta integralmente l’ordinanza-ingiunzione, per i motivi di seguito esposti.
IN FATTO
1. In data ______________________________ il/la ricorrente ______________________________.
2. L’occupazione dell’area oggetto di contestazione si verificava nelle seguenti circostanze: ______________________________.
3. L’area interessata risultava essere ______________________________.
4. L’occupazione aveva natura ______________________________, durata ______________________________, estensione pari a metri quadrati ______________________________ e finalità ______________________________.
5. Il/La ricorrente disponeva di ______________________________, rilasciato/a da ______________________________ in data ______________________________, avente numero ______________________________.
6. In alternativa o in mancanza di tale titolo, il/la ricorrente aveva presentato richiesta di autorizzazione o concessione in data ______________________________, con protocollo n. ______________________________.
7. Il pagamento del canone o della somma eventualmente dovuta veniva effettuato in data ______________________________, mediante ______________________________, per l’importo di euro ______________________________.
8. In data ______________________________ il/la ricorrente riceveva il verbale di accertamento o altro atto presupposto.
9. Il/La ricorrente presentava scritti difensivi e documenti in data ______________________________, chiedendo ______________________________.
10. L’autorità procedente ______________________________.
11. L’ordinanza-ingiunzione impugnata risulta illegittima e infondata per i motivi che seguono.
IN DIRITTO
1. Incompetenza dell’autorità procedente
L’ordinanza-ingiunzione è stata emessa da ______________________________, autorità priva di competenza in quanto ______________________________.
La competenza apparteneva invece a ______________________________, poiché ______________________________.
2. Nullità o inesistenza della notificazione
La notificazione dell’ordinanza-ingiunzione è viziata in quanto ______________________________.
In particolare, l’atto è stato notificato ______________________________, con modalità ______________________________, in data ______________________________, senza il rispetto di ______________________________.
Tale vizio ha impedito o limitato la piena conoscenza del provvedimento e l’esercizio del diritto di difesa.
3. Tardività dell’accertamento e del provvedimento
L’accertamento della violazione è stato effettuato in data ______________________________, mentre l’ordinanza-ingiunzione è stata emessa in data ______________________________ e notificata in data ______________________________.
Sono pertanto decorsi i termini previsti dalla legge per ______________________________.
4. Violazione del diritto di difesa e del contraddittorio
Il/La ricorrente non ha ricevuto regolare contestazione della violazione oppure non ha avuto concreta possibilità di presentare osservazioni e documenti, poiché ______________________________.
Gli scritti difensivi presentati in data ______________________________ non sono stati esaminati o sono stati esaminati solo apparentemente, come risulta da ______________________________.
5. Difetto di motivazione
L’ordinanza-ingiunzione non contiene una motivazione adeguata, specifica e verificabile in ordine a ______________________________.
In particolare, il provvedimento non indica compiutamente ______________________________ e non espone le ragioni per cui sono state disattese le deduzioni difensive relative a ______________________________.
6. Insussistenza della violazione
La condotta contestata non integra alcuna violazione, poiché ______________________________.
In particolare, non sussisteva un’occupazione abusiva di suolo pubblico in quanto ______________________________.
L’area interessata ______________________________.
Il titolo autorizzativo ______________________________.
7. Insussistenza dell’elemento soggettivo
Il/La ricorrente ha agito in assenza di dolo o colpa, poiché ______________________________.
La condotta è stata determinata da ______________________________.
Il/La ricorrente confidava ragionevolmente nella legittimità del proprio comportamento sulla base di ______________________________.
8. Erronea individuazione dell’autore della violazione o dell’obbligato in solido
Il/La ricorrente non è l’autore della violazione né può essere considerato/a obbligato/a in solido, poiché ______________________________.
Il soggetto eventualmente responsabile è ______________________________, per le seguenti ragioni: ______________________________.
9. Erronea individuazione dell’area, della superficie o del periodo di occupazione
L’ordinanza-ingiunzione indica erroneamente:
l’ubicazione dell’area, individuata in ______________________________;
la superficie occupata, indicata in metri quadrati ______________________________ anziché metri quadrati ______________________________;
il periodo di occupazione, indicato dal ______________________________ al ______________________________ anziché dal ______________________________ al ______________________________;
la natura o la modalità dell’occupazione, poiché ______________________________.
10. Erronea qualificazione giuridica dei fatti
I fatti contestati sono stati erroneamente qualificati come ______________________________, mentre avrebbero dovuto essere qualificati come ______________________________, poiché ______________________________.
11. Mancanza dei presupposti per l’applicazione della sanzione
Non sussistono i presupposti previsti dalla normativa applicabile per l’irrogazione della sanzione, in quanto ______________________________.
L’occupazione era ______________________________.
Ricorreva inoltre la seguente causa di esclusione o esenzione: ______________________________.
12. Stato di necessità, caso fortuito o forza maggiore
In ogni caso, la condotta contestata è stata determinata da una situazione di necessità, caso fortuito o forza maggiore, consistente in ______________________________.
Tale situazione non era prevedibile né evitabile e rendeva necessario ______________________________.
13. Violazione dei principi di legalità, tassatività e determinatezza
La contestazione si fonda su una disposizione non applicabile al caso concreto, ovvero ______________________________.
La norma richiamata nell’ordinanza-ingiunzione non consente di individuare con sufficiente certezza la condotta sanzionata, poiché ______________________________.
14. Erronea determinazione della sanzione
L’importo richiesto è stato determinato in modo errato, poiché ______________________________.
Non sono stati correttamente considerati:
la superficie effettivamente occupata, pari a metri quadrati ______________________________;
la durata effettiva dell’occupazione, pari a ______________________________;
la tariffa applicabile, pari a euro ______________________________;
il pagamento già effettuato per euro ______________________________;
la riduzione o esenzione spettante ai sensi di ______________________________.
15. Violazione dei criteri di determinazione della sanzione
La sanzione è sproporzionata rispetto alla condotta contestata e non tiene conto della gravità concreta della violazione, dell’opera svolta per eliminare o attenuare le conseguenze, della personalità del trasgressore e delle condizioni economiche dello stesso.
In particolare, devono essere valutati i seguenti elementi: ______________________________.
16. Prescrizione
Il diritto alla riscossione della sanzione o delle somme richieste deve ritenersi prescritto, in quanto ______________________________.
L’ultimo atto idoneo a interrompere la prescrizione risulta essere ______________________________, notificato in data ______________________________.
17. Pagamento o adempimento già effettuato
Il/La ricorrente ha già provveduto al pagamento o all’adempimento richiesto in data ______________________________, per l’importo di euro ______________________________, come risulta dalla documentazione allegata.
L’ulteriore richiesta contenuta nell’ordinanza-ingiunzione risulta pertanto indebita.
18. Illegittimità derivata
L’ordinanza-ingiunzione è illegittima anche per invalidità degli atti presupposti, e in particolare del ______________________________, viziato per le seguenti ragioni: ______________________________.
ISTANZA DI SOSPENSIONE
Il/La ricorrente chiede la sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza-ingiunzione impugnata, ai sensi della normativa vigente, in considerazione dei seguenti gravi motivi:
______________________________
______________________________
______________________________
Sussiste altresì il pericolo di un grave e irreparabile pregiudizio derivante dall’esecuzione del provvedimento, poiché ______________________________.
L’esecuzione dell’ordinanza comporterebbe inoltre ______________________________.
Tutto ciò premesso, il/la ricorrente
CHIEDE
che l’Ill.mo Tribunale adito voglia:
1. fissare l’udienza di comparizione delle parti;
2. disporre, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza-ingiunzione n. ______________________________, emessa in data ______________________________ e notificata in data ______________________________;
3. accogliere il presente ricorso e, per l’effetto, annullare integralmente l’ordinanza-ingiunzione impugnata;
4. in subordine, rideterminare l’importo della sanzione e delle somme richieste nella misura ritenuta di giustizia, tenendo conto di ______________________________;
5. dichiarare non dovute le somme richieste a titolo di ______________________________;
6. ordinare all’autorità resistente di restituire al/alla ricorrente l’importo eventualmente già versato, pari a euro ______________________________, oltre interessi e rivalutazione, se dovuti;
7. condannare l’autorità resistente al pagamento delle spese, competenze e onorari del giudizio.
ISTANZA ISTRUTTORIA
Il/La ricorrente chiede l’ammissione dei seguenti mezzi di prova:
1. prova documentale mediante i documenti allegati;
2. prova testimoniale sui seguenti capitoli:
a. Vero che ______________________________;
b. Vero che ______________________________;
c. Vero che ______________________________;
3. audizione del/della seguente testimone:
______________________________, nato/a a ______________________________ il ______________________________, residente in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________;
4. acquisizione del fascicolo amministrativo relativo all’ordinanza-ingiunzione impugnata;
5. ogni ulteriore mezzo istruttorio ritenuto opportuno.
DICHIARAZIONE DI VALORE
Ai fini del contributo unificato, si dichiara che il valore della presente controversia è pari a euro ______________________________.
Si dichiara inoltre che il contributo unificato dovuto ammonta a euro ______________________________.
ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI
1. Copia dell’ordinanza-ingiunzione n. ______________________________;
2. relata o ricevuta di notificazione dell’ordinanza-ingiunzione;
3. copia del verbale di accertamento n. ______________________________;
4. copia della concessione o autorizzazione n. ______________________________;
5. copia della richiesta di autorizzazione o concessione presentata in data ______________________________;
6. ricevute di pagamento;
7. fotografie dell’area interessata;
8. planimetria dell’area interessata;
9. copia degli scritti difensivi e dei documenti presentati in sede amministrativa;
10. documentazione relativa alla superficie e alla durata dell’occupazione;
11. documentazione relativa a ______________________________;
12. procura alle liti;
13. copia del documento di identità del/della ricorrente;
14. ______________________________;
15. ______________________________.
DICHIARAZIONE RELATIVA ALLE COMUNICAZIONI
Il/La sottoscritto/a dichiara di voler ricevere tutte le comunicazioni e notificazioni relative al presente procedimento presso il domicilio eletto in ______________________________, nonché all’indirizzo di posta elettronica certificata ______________________________.
Luogo e data ______________________________
Il/La ricorrente
______________________________
Il difensore
______________________________
PROCURA ALLE LITI
Il/La sottoscritto/a ______________________________, nato/a a ______________________________ il ______________________________, codice fiscale ______________________________, conferisce all’Avvocato ______________________________ mandato a rappresentarlo/a e difenderlo/a nel presente giudizio di opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione n. ______________________________, con ogni facoltà di legge, ivi comprese quelle di conciliare, transigere, rinunciare agli atti, accettare rinunce, chiamare terzi, proporre domande riconvenzionali, presentare istanze cautelari, farsi sostituire, nominare domiciliatari e compiere ogni attività necessaria per la tutela dei propri diritti e interessi.
Elegge domicilio presso lo studio dell’Avvocato ______________________________, sito in ______________________________, via ______________________________ n. ______________________________.
Dichiara di essere stato/a informato/a ai sensi della normativa vigente in materia di mediazione, negoziazione assistita e procedimento di opposizione.
Luogo e data ______________________________
Il/La conferente
______________________________
È autentica
Avvocato ______________________________
______________________________