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Blog di Luca Metro

Fac simile opposizione ingiunzione di pagamento canone idrico

L’opposizione all’ingiunzione di pagamento del canone idrico è l’atto con cui il destinatario contesta formalmente una richiesta di pagamento emessa dal gestore del servizio o dall’ente competente. Serve a chiedere al giudice di verificare, ad esempio, l’inesistenza o l’importo errato del debito, la prescrizione delle somme, l’avvenuto pagamento, la mancata fornitura o eventuali irregolarità nella fatturazione. Può essere utilizzata quando si riceve un’ingiunzione ritenuta infondata o non corretta e deve essere presentata entro i termini indicati nell’atto, spesso 40 giorni dalla notifica. Un modello già predisposto aiuta a organizzare le contestazioni, inserire le informazioni necessarie e allegare la documentazione utile, fermo restando che la sua adeguatezza va verificata in base al caso concreto.

Come scrivere una opposizione ingiunzione di pagamento canone idrico

Per preparare un’opposizione a un’ingiunzione di pagamento relativa al canone idrico occorre innanzitutto individuare con precisione la natura dell’atto ricevuto. Non tutti i documenti chiamati impropriamente “ingiunzione” hanno la stessa disciplina. Si può trattare di un decreto ingiuntivo emesso dal giudice, di un’ingiunzione fiscale o amministrativa emessa dal Comune o dal concessionario della riscossione, oppure di una semplice richiesta di pagamento, di un sollecito o di un avviso di accertamento. In alto o nelle prime pagine dell’atto devono essere indicati l’autorità emanante, il numero del provvedimento, la data, il termine per opporsi e le modalità di presentazione. Questi elementi devono essere esaminati prima di predisporre il testo, perché determinano il giudice competente, la forma dell’opposizione e il termine da rispettare.

Nel caso di un vero decreto ingiuntivo giudiziario, il termine ordinario per proporre opposizione è normalmente quello indicato nel provvedimento, spesso quaranta giorni dalla notificazione, salvo particolari disposizioni o termini diversi. Se si tratta invece di un’ingiunzione amministrativa o fiscale, il termine può essere differente e deve essere verificato sulla base della normativa richiamata nell’atto, del regolamento dell’ente e delle indicazioni contenute nella relata di notifica. Non è prudente considerare sufficiente la data stampata sul documento: occorre individuare il giorno in cui la notificazione si è perfezionata per il destinatario, verificando se è avvenuta tramite ufficiale giudiziario, messo comunale, raccomandata, PEC o altro sistema previsto dalla legge. Il termine scaduto può rendere l’opposizione tardiva e difficilmente recuperabile.

Il documento deve indicare con esattezza i dati della persona o dell’impresa che propone l’opposizione. Occorre inserire nome e cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza o sede, indirizzo completo, eventuale domicilio eletto, numero di telefono e indirizzo PEC. Se l’utente è una società, vanno indicati denominazione, codice fiscale, partita IVA, sede legale, dati del legale rappresentante e titolo in base al quale quest’ultimo agisce. Se l’opposizione è presentata tramite un avvocato, devono risultare anche i dati del difensore, il codice fiscale, l’indirizzo PEC e il riferimento alla procura. Devono inoltre essere riportati i dati completi del soggetto che ha emesso o richiesto il pagamento, come Comune, gestore del servizio idrico, società concessionaria o altro ente, compreso l’indirizzo della sede e, se disponibile, il codice fiscale o la partita IVA.

L’atto deve identificare senza ambiguità il provvedimento contestato. È opportuno indicare la denominazione precisa, il numero e la data dell’ingiunzione, l’importo richiesto, il periodo di consumo o di riferimento, il numero dell’utenza, il codice cliente, l’indirizzo della fornitura e la data e modalità di notificazione. Una formula iniziale possibile è: “Il/La sottoscritto/a …, come sopra identificato/a, propone opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento n. …, emessa da … in data … e notificata in data …, relativa alla pretesa di euro … per il servizio idrico riferito all’utenza sita in …”. Se si tratta di un decreto ingiuntivo, la formula deve richiamare anche l’autorità giudiziaria che lo ha emesso e il relativo numero di ruolo o di procedimento.

Dopo l’introduzione è utile ricostruire i fatti in ordine cronologico, con frasi brevi e verificabili. Occorre spiegare quando è stato attivato il contratto di fornitura, chi era l’intestatario dell’utenza, in quale periodo è stato utilizzato il servizio, quali bollette o avvisi sono stati ricevuti e quali pagamenti sono stati effettuati. Devono essere indicati anche eventuali volture, cessazioni, subentri, cambi di residenza, periodi di locazione dell’immobile, contestazioni già inviate al gestore, richieste di rettifica, autoletture del contatore e risposte ricevute. La ricostruzione deve limitarsi ai fatti utili per dimostrare perché la somma non è dovuta, è dovuta solo in parte oppure non è determinabile correttamente.

La parte centrale contiene i motivi dell’opposizione. Ogni motivo deve essere esposto separatamente, anche se il testo non viene organizzato graficamente in elenchi. È possibile contestare, ad esempio, l’errata individuazione dell’intestatario, l’inesistenza del contratto, la cessazione della fornitura prima del periodo addebitato, la mancata prova dell’erogazione del servizio, l’errata lettura del contatore, l’applicazione di consumi stimati non giustificati, la duplicazione di fatture, l’avvenuto pagamento, la prescrizione, l’errata applicazione delle tariffe, l’addebito di consumi riferibili a un precedente occupante o la mancata considerazione di una precedente richiesta di rettifica. Non è sufficiente affermare che “l’importo è sbagliato”: bisogna indicare quale voce è contestata, per quale periodo, per quale ragione e, se possibile, quale sarebbe l’importo corretto.

Quando si invoca un pagamento già effettuato, bisogna precisare la data, l’importo, il metodo utilizzato e il riferimento riportato nella ricevuta. Se il pagamento è stato parziale, l’opposizione deve riconoscere espressamente la parte non contestata e chiarire come è stata calcolata. Una formula utilizzabile è: “La somma richiesta non è dovuta nella misura indicata, poiché il pagamento di euro …, effettuato in data … mediante … e riferito alla fattura n. …, non è stato detratto dal conteggio”. È preferibile evitare contestazioni generiche che mettano in dubbio anche somme effettivamente dovute, perché ciò può indebolire la credibilità dell’atto.

Per contestare i consumi, è necessario confrontare le letture iniziali e finali riportate nelle bollette con le letture effettivamente rilevate sul contatore. Vanno controllati il numero del misuratore, la sequenza delle letture, l’eventuale indicazione “stimata”, la data dell’autolettura, la presenza di sostituzioni del contatore e i consumi medi degli anni precedenti. Fotografie del contatore con data certa, verbali di sostituzione, rapporti di intervento, comunicazioni del gestore e documenti tecnici possono essere decisivi. Se si ipotizza una perdita occulta, bisogna verificare le condizioni previste dal regolamento del gestore, l’eventuale obbligo di segnalazione tempestiva e la documentazione comprovante la riparazione. La mera presenza di una perdita non comporta automaticamente l’annullamento dell’intero addebito.

La prescrizione deve essere affrontata con particolare attenzione. I crediti relativi al servizio idrico possono essere soggetti a termini specifici, ma il calcolo può essere modificato da solleciti validamente notificati, richieste di pagamento, riconoscimenti del debito, pagamenti parziali o altri atti interruttivi. Bisogna quindi ricostruire le date di scadenza delle fatture, le date degli eventuali solleciti e le modalità con cui sono stati ricevuti. Non basta sostenere che la fattura è “vecchia”: occorre spiegare perché, tra la scadenza e la notificazione dell’atto, non risulta compiuto un atto idoneo a interrompere la prescrizione. In caso di dubbi, è opportuno far verificare la sequenza a un professionista.

Se l’ingiunzione non contiene un conteggio comprensibile, è possibile contestare la mancanza di adeguata indicazione delle singole voci, dei periodi, delle tariffe applicate, degli interessi, delle spese di notifica e delle eventuali sanzioni. La contestazione deve però essere concreta: bisogna precisare quali dati mancano e perché tale mancanza impedisce di verificare la pretesa. Può essere utile chiedere l’esibizione delle fatture, dei consumi registrati, del contratto, del regolamento applicabile, delle comunicazioni ricevute e del prospetto dettagliato di calcolo.

Nella parte finale devono essere formulate le richieste. Una formula generale, da adattare al tipo di procedimento, è: “Per questi motivi, il/la sottoscritto/a chiede che l’autorità competente voglia accogliere l’opposizione, dichiarare l’insussistenza totale o parziale del credito azionato e, conseguentemente, revocare o annullare l’ingiunzione impugnata, con ogni conseguenza di legge”. Se si riconosce una parte del debito, è più corretto chiedere in subordine che l’importo venga rideterminato nella misura effettivamente dovuta, detraendo i pagamenti già eseguiti e eliminando le voci non provate o non dovute. Se esiste un rischio concreto di esecuzione forzata, si può aggiungere una richiesta di sospensione della provvisoria esecutività o dell’efficacia dell’ingiunzione, ma tale richiesta deve essere motivata indicando il pregiudizio che deriverebbe dal pagamento o dall’esecuzione e la consistenza delle ragioni dell’opposizione.

La richiesta di sospensione non sostituisce l’opposizione e non deve essere formulata in modo automatico. Occorre sapere se l’atto è già esecutivo, se è stato notificato un precetto, se sono iniziate procedure di pignoramento o se il provvedimento contiene una clausola di provvisoria esecutività. Le conseguenze cambiano a seconda della natura dell’ingiunzione. In presenza di un decreto ingiuntivo giudiziario, è normalmente necessario rispettare le forme del processo civile e, nella maggior parte dei casi, avvalersi di un avvocato. Anche per le ingiunzioni amministrative la competenza e la forma dell’azione possono dipendere dall’ente emittente e dal tipo di entrata: prima del deposito occorre controllare con attenzione le indicazioni riportate nell’atto e le regole del tribunale o del giudice competente.

Gli allegati devono sostenere ciascuna affermazione importante. È opportuno unire copia integrale dell’ingiunzione, della busta o della ricevuta di notificazione, delle fatture contestate, dei bollettini o bonifici pagati, delle fotografie del contatore, delle autoletture, dei contratti di locazione o degli atti di vendita, delle richieste inviate al gestore, delle risposte ricevute, dei verbali tecnici e di ogni documento relativo a volture, cessazioni o riparazioni. È utile predisporre un prospetto cronologico dei documenti, indicando per ciascuno la data e ciò che dimostra. Le copie devono essere leggibili e complete; non bisogna allegare soltanto la prima pagina di una fattura se le condizioni, il dettaglio dei consumi o il periodo sono riportati nelle pagine successive.

Prima dell’invio bisogna controllare che il testo sia coerente con gli allegati, che gli importi coincidano, che il numero dell’ingiunzione sia corretto e che la data della notifica sia documentata. Devono essere verificati il giudice o l’ente destinatario, l’indirizzo fisico o PEC, la modalità di deposito, l’eventuale necessità di iscrizione a ruolo, il pagamento del contributo unificato o di altri diritti e la necessità della procura alle liti. L’invio tramite PEC deve essere effettuato dall’indirizzo appropriato e la ricevuta di accettazione e consegna deve essere conservata. L’invio di una semplice email ordinaria o a un indirizzo trovato casualmente sul sito del gestore potrebbe non produrre alcun effetto giuridico.

Il tono deve essere fermo, tecnico e rispettoso. Non servono espressioni offensive, accuse personali o ricostruzioni emotive. È preferibile scrivere “si contesta la debenza dell’importo per le ragioni indicate” anziché “il gestore ha agito in modo scorretto”, a meno che l’affermazione non sia provata e giuridicamente rilevante. Ogni contestazione dovrebbe essere collegata a un documento o a un dato verificabile. Bisogna inoltre evitare minacce di denunce, frasi in maiuscolo, giudizi sulla professionalità degli operatori e formule assolute come “non devo nulla” quando dagli atti risulta almeno una parte del consumo effettivamente dovuta.

Gli errori più rischiosi sono lasciare trascorrere il termine, inviare una contestazione solamente al gestore anziché all’autorità competente, confondere una richiesta di riesame con una vera opposizione, non allegare la prova della notificazione, contestare l’intero importo senza calcolare la parte eventualmente dovuta, citare norme non pertinenti o usare un modello trovato online senza adattarlo al provvedimento ricevuto. Anche una richiesta di rateizzazione o un pagamento parziale possono avere conseguenze interpretative, perché in alcuni casi possono essere valutati come riconoscimento del debito; prima di compierli è quindi prudente chiarire per iscritto che l’eventuale pagamento viene effettuato senza acquiescenza e limitatamente alla parte non contestata, quando ciò sia giuridicamente opportuno.

Infine, prima dell’invio è consigliabile verificare se il servizio idrico prevede una procedura di reclamo, conciliazione o contestazione presso il gestore e se, nel caso concreto, debba essere attivato un tentativo di conciliazione presso il servizio competente, compreso quello previsto dalla regolazione del servizio idrico. Tale procedura non deve essere utilizzata per perdere il termine di opposizione: un reclamo o una conciliazione, salvo specifica previsione, non sostituiscono il deposito dell’atto giudiziario entro il termine indicato nell’ingiunzione. Quando l’importo è elevato, l’atto è già esecutivo, il termine è vicino alla scadenza o vi sono questioni di prescrizione e competenza, è opportuno far controllare il documento da un avvocato prima della presentazione.

Modello opposizione ingiunzione di pagamento canone idrico

TRIBUNALE DI ____

ATTO DI CITAZIONE IN OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO
CON ISTANZA DI SOSPENSIONE DELLA PROVVISORIA ESECUTORIETÀ

Per

Il/La Sig./Sig.ra ____, codice fiscale ____, nato/a a ____ il ____, residente in ____, via ____, n. ____, elettivamente domiciliato/a in ____, via ____, n. ____, presso lo studio dell’Avv. ____, codice fiscale ____, del Foro di ____, PEC ____, fax ____, che lo/la rappresenta e difende in forza di procura alle liti apposta in calce/allegata al presente atto,

opponente

contro

__, con sede legale in ____, via ____, n. ____, codice fiscale e partita IVA ____, in persona del legale rappresentante pro tempore ____, PEC ____,

opposta

Premesso che

  1. In data ____ l’opponente riceveva la notificazione del decreto ingiuntivo n. ____, emesso dal ____ di ____ in data ____, nel procedimento R.G. n. ____;
  2. Con il predetto decreto ingiuntivo veniva intimato all’opponente il pagamento della somma di euro ____, oltre interessi, spese e competenze, asseritamente dovuta a titolo di canoni, consumi, conguagli, indennità, penalità e/o altri oneri relativi al servizio idrico riferiti all’utenza n. ____, sita in ____, via ____, n. ____;
  3. Il decreto ingiuntivo veniva richiesto sulla base dei seguenti documenti: ____;
  4. La pretesa creditoria è contestata dall’opponente per le ragioni di fatto e di diritto di seguito esposte;
  5. L’opposizione è proposta tempestivamente entro il termine previsto dalla legge decorrente dalla notificazione del decreto ingiuntivo;

    Tutto ciò premesso, il/la Sig./Sig.ra ____, come sopra rappresentato/a, difeso/a e domiciliato/a, propone formale

    OPPOSIZIONE

    ai sensi degli articoli 645 e seguenti del codice di procedura civile avverso il decreto ingiuntivo n. ____, emesso dal ____ di ____ in data ____, nel procedimento R.G. n. ____, notificato in data ____, per i seguenti motivi.

    1. Incompetenza territoriale

    Il decreto ingiuntivo è stato emesso da giudice territorialmente incompetente, in quanto ____.

    La competenza appartiene invece al ____ di ____, ai sensi degli articoli ____, in ragione di ____.

    2. Difetto di legittimazione attiva

    La parte opposta non ha dimostrato di essere titolare del credito azionato e/o del rapporto relativo alla fornitura idrica.

    In particolare, ____.

    Non risulta adeguatamente documentato ____.

    Pertanto, la domanda monitoria deve essere rigettata per difetto di legittimazione attiva e/o per mancata prova della titolarità del credito.

    3. Insussistenza del rapporto obbligatorio

    L’opponente contesta l’esistenza del rapporto obbligatorio posto a fondamento del decreto ingiuntivo.

    In particolare, ____.

    L’utenza indicata nel decreto ingiuntivo non è riconducibile all’opponente per le seguenti ragioni: ____.

    Il contratto di somministrazione e/o il rapporto di utenza ____.

    4. Insussistenza, indeterminatezza e inesigibilità del credito

    Il credito azionato è insussistente, indeterminato, non certo, non liquido e/o non esigibile, poiché ____.

    La parte opposta non ha fornito una ricostruzione analitica e verificabile degli importi richiesti, non indicando in modo chiaro:

    • il periodo di riferimento;
    • i consumi effettivamente rilevati;
    • le letture del contatore;
    • le tariffe applicate;
    • gli eventuali conguagli;
    • gli interessi e le penalità;
    • le spese aggiuntive;
    • i pagamenti eventualmente effettuati.

      In particolare, l’importo richiesto risulta così contestato:

    • fattura n. ____ del ____, per euro ____;
    • fattura n. ____ del ____, per euro ____;
    • fattura n. ____ del ____, per euro ____;
    • ulteriori importi per euro ____.

      Il totale effettivamente dovuto, ove esistente, non può comunque eccedere la somma di euro ____.

      5. Errata contabilizzazione dei consumi

      I consumi indicati dalla parte opposta non corrispondono ai consumi effettivi dell’utenza.

      In particolare:

    • la lettura iniziale del contatore risultava pari a ____;
    • la lettura finale risultava pari a ____;
    • la lettura rilevata in data ____ risultava pari a ____;
    • i consumi fatturati ammontano a ____;
    • i consumi effettivamente registrati ammontano a ____.

      La differenza è dovuta a ____.

      L’opponente ha contestato tali consumi con comunicazione del ____, trasmessa a mezzo ____, senza ricevere adeguato riscontro.

      6. Malfunzionamento, errata lettura e/o mancata verifica del contatore

      Il contatore dell’utenza risultava ____.

      In data ____ veniva segnalato ____.

      La parte opposta non ha provveduto a ____.

      Non risulta acquisita alcuna prova valida in ordine alla correttezza del funzionamento del contatore, alla regolarità della lettura e alla riferibilità dei consumi all’opponente.

      7. Omessa, irregolare e/o inesatta fatturazione

      Le fatture poste a fondamento del decreto ingiuntivo non sono state regolarmente ricevute dall’opponente e/o risultano prive degli elementi necessari per verificare la debenza delle somme.

      In particolare, ____.

      Le fatture sono state trasmesse in data ____ con modalità ____.

      L’opponente non ha ricevuto ____.

      8. Prescrizione del credito

      Le somme richieste si riferiscono a consumi e/o periodi anteriori al ____.

      Per tali importi è maturata la prescrizione, ai sensi della normativa applicabile, poiché ____.

      L’opponente eccepisce pertanto formalmente la prescrizione degli importi relativi al periodo ____, per complessivi euro ____.

      9. Pagamenti già effettuati

      L’opponente ha già corrisposto, in tutto o in parte, gli importi richiesti.

      In particolare:

    • pagamento del ____, mediante ____, per euro ____;
    • pagamento del ____, mediante ____, per euro ____;
    • pagamento del ____, mediante ____, per euro ____.

      La parte opposta non ha correttamente imputato e/o contabilizzato tali pagamenti.

      L’importo eventualmente residuo, ove esistente, è pari a euro ____.

      10. Mancata contestazione e mancata prova della messa in mora

      La parte opposta non ha dimostrato di avere validamente costituito in mora l’opponente.

      La comunicazione del ____:

    • non è mai pervenuta;
    • è stata ricevuta in data ____;
    • è stata inviata a un indirizzo non corretto;
    • non contiene una chiara e analitica indicazione del credito;
    • non rispetta i termini e le modalità previste dalla normativa applicabile.

      In ogni caso, ____.

      11. Violazione della normativa in materia di servizio idrico

      La pretesa azionata risulta formulata in violazione della disciplina applicabile al servizio idrico integrato, della carta dei servizi, del regolamento di fornitura, delle condizioni contrattuali e delle disposizioni dell’autorità competente.

      In particolare, ____.

      La parte opposta non ha dimostrato il rispetto degli obblighi relativi a ____.

      12. Illegittimità di interessi, penali, morosità e spese

      Sono contestati gli interessi, le penali, le indennità di mora, le spese di sollecito e ogni altro accessorio richiesto, poiché ____.

      L’importo degli accessori non è stato adeguatamente determinato né giustificato.

      In ogni caso, tali somme risultano ____.

      13. Nullità, inefficacia e/o revoca del decreto ingiuntivo

      Per tutte le ragioni sopra esposte, il decreto ingiuntivo opposto deve essere dichiarato nullo, inefficace e/o revocato, in quanto ____.

      La documentazione prodotta in sede monitoria non dimostra l’esistenza di un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti dell’opponente.

      14. Istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà

      Qualora il decreto ingiuntivo sia stato dichiarato provvisoriamente esecutivo, ovvero qualora tale esecutorietà sia stata concessa, sussistono gravi motivi per disporne la sospensione ai sensi dell’articolo 649 del codice di procedura civile.

      In particolare:

    • il credito è integralmente contestato;
    • sussistono rilevanti dubbi sulla fondatezza della pretesa;
    • il decreto è fondato su conteggi non analitici e non verificabili;
    • sono stati effettuati pagamenti non correttamente contabilizzati;
    • sussistono eccezioni di prescrizione;
    • l’esecuzione forzata determinerebbe un grave e irreparabile pregiudizio all’opponente.

      Il pregiudizio derivante dall’esecuzione consiste in ____.

      Sussistono pertanto i presupposti per la sospensione dell’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo opposto.

      15. Istanza di esibizione e di consulenza tecnica

      L’opponente chiede che la parte opposta sia ordinata a esibire:

    • il contratto di somministrazione;
    • il regolamento di fornitura applicabile;
    • il dettaglio analitico delle fatture;
    • le letture del contatore;
    • i verbali di verifica e di sostituzione del contatore;
    • la documentazione relativa ai consumi;
    • la documentazione relativa ai pagamenti;
    • le comunicazioni di messa in mora;
    • la documentazione attestante la titolarità del credito;
    • ogni ulteriore documento relativo alla posizione dell’opponente.

      Si chiede inoltre, ove necessario, l’ammissione di consulenza tecnica d’ufficio finalizzata a verificare ____.

      In diritto

      La presente opposizione è fondata sugli articoli 633 e seguenti, 645 e seguenti, 649, 115, 116, 210 e 213 del codice di procedura civile, nonché sulle ulteriori disposizioni normative applicabili al rapporto di somministrazione del servizio idrico, alla fatturazione, alla prescrizione e alla tutela dell’utente.

      Per le ragioni esposte, il decreto ingiuntivo opposto deve essere integralmente revocato e la domanda della parte opposta deve essere rigettata.

      Tutto ciò premesso

      Il/La Sig./Sig.ra ____, come sopra rappresentato/a, difeso/a e domiciliato/a,

      CITA

      __, in persona del legale rappresentante pro tempore, a comparire innanzi al Tribunale di ____, Sezione ____, all’udienza del giorno ____, alle ore ____, con invito a costituirsi nel termine di settanta giorni prima dell’udienza indicata, ai sensi e nelle forme stabilite dall’articolo 166 del codice di procedura civile, con l’avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini comporterà le decadenze di cui agli articoli 38 e 167 del codice di procedura civile e che, in caso di mancata costituzione, si procederà in sua contumacia, per ivi sentir accogliere le seguenti

      Conclusioni

      Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, contrariis reiectis:

  6. in via preliminare, sospendere la provvisoria esecutorietà e/o l’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo n. ____, emesso dal ____ di ____ in data ____, nel procedimento R.G. n. ____;
  7. in via preliminare, dichiarare ____;
  8. nel merito, accogliere la presente opposizione e, per l’effetto, revocare integralmente il decreto ingiuntivo n. ____;
  9. dichiarare che nulla è dovuto dall’opponente alla parte opposta a titolo di canoni, consumi, conguagli, interessi, penali, spese e altri oneri relativi all’utenza n. ____;
  10. in subordine, accertare e dichiarare che l’eventuale importo dovuto non può eccedere la somma di euro ____, detratto quanto già pagato dall’opponente;
  11. dichiarare prescritte le somme relative al periodo ____, per complessivi euro ____;
  12. dichiarare non dovuti e/o illegittimi gli interessi, le penali, le indennità, le spese di sollecito, le spese legali e ogni altro accessorio richiesto;
  13. ordinare alla parte opposta l’esibizione della documentazione indicata nel presente atto;
  14. ammettere i mezzi istruttori richiesti e disporre, ove necessario, consulenza tecnica d’ufficio;
  15. condannare la parte opposta alla rifusione delle spese e competenze di lite, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA come per legge.

    Mezzi di prova

    L’opponente chiede l’ammissione dei seguenti mezzi di prova:

  16. prova documentale mediante i documenti allegati;
  17. prova testimoniale sui seguenti capitoli:

    a. ____;

    b. ____;

    c. ____;

  18. interrogatorio formale del legale rappresentante della parte opposta sui seguenti capitoli:

    a. ____;

    b. ____;

  19. ordine di esibizione ai sensi dell’articolo 210 del codice di procedura civile della documentazione indicata nel presente atto;
  20. consulenza tecnica d’ufficio avente a oggetto ____.

    Documenti allegati

  21. Copia del decreto ingiuntivo opposto;
  22. Relata di notificazione del decreto ingiuntivo;
  23. Contratto di fornitura e/o documentazione relativa all’utenza;
  24. Fatture contestate;
  25. Ricevute e documentazione dei pagamenti effettuati;
  26. Comunicazioni e reclami inviati alla parte opposta;
  27. Riscontri e comunicazioni ricevuti;
  28. Documentazione relativa alle letture del contatore;
  29. Documentazione relativa a guasti, verifiche e interventi;
  30. Estratto della posizione contabile;
  31. ____;
  32. ____;
  33. ____.

    Ai fini del contributo unificato, si dichiara che il valore della presente controversia è pari a euro ____.

    Luogo ____, data ____

    Avv. ____

    Procura alle liti

    Il/La sottoscritto/a ____, codice fiscale ____, delega l’Avv. ____ a rappresentarlo/a e difenderlo/a nel presente giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge, ivi comprese quelle di conciliare, transigere, rinunciare agli atti, accettare rinunce, chiamare terzi in causa, proporre domande riconvenzionali, nominare sostituti e domiciliatari, farsi assistere da consulenti tecnici e proporre impugnazioni.

    Elegge domicilio presso lo studio dell’Avv. ____ sito in ____, via ____, n. ____.

    Dichiara di essere stato/a informato/a della possibilità di ricorrere alla procedura di mediazione e dei relativi casi di obbligatorietà, nonché dei possibili costi del procedimento.

    Luogo ____, data ____

    Firma ____

    È autentica

    Avv. ____

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