L’opposizione a un’ingiunzione di pagamento è l’atto con cui il destinatario contesta davanti al giudice la richiesta di pagamento contenuta in un decreto ingiuntivo. Viene utilizzata, ad esempio, quando il debito non esiste, è già stato pagato, è prescritto o l’importo richiesto è errato. Presentare l’opposizione consente di far esaminare le proprie ragioni e, se necessario, di chiedere la sospensione dell’esecuzione. Un modello già pronto può aiutare a organizzare correttamente dati, motivazioni e richieste, riducendo il rischio di dimenticanze, fermo restando che è importante rispettare i termini indicati nel decreto e valutare il supporto di un professionista.
Come scrivere una opposizione ingiunzione di pagamento comune
Prima di redigere l’opposizione è necessario identificare con precisione l’atto ricevuto. Un’ingiunzione emessa dal Comune può riguardare, ad esempio, un tributo locale, una sanzione amministrativa, una tariffa, una violazione del codice della strada o un’entrata patrimoniale. Non va confusa con il decreto ingiuntivo emesso dal giudice su richiesta di un creditore privato: procedure, giudice competente e termini possono essere diversi. Sulla prima pagina dell’atto devono essere verificati la denominazione esatta, l’ente o il concessionario che lo ha emesso, la causale del credito, il periodo di riferimento, la data di notifica, il termine per proporre opposizione e l’autorità alla quale presentarla.
Il termine non deve essere dato per scontato. In alcuni casi decorrono trenta giorni dalla notifica, in altri sessanta giorni o un termine diverso previsto dalla disciplina applicabile. Per le sanzioni amministrative valgono regole specifiche; per i tributi locali può essere competente la giustizia tributaria, mentre per alcune entrate patrimoniali può essere competente il giudice ordinario. L’atto dovrebbe indicare il rimedio e il giudice competente, ma l’indicazione va comunque controllata, soprattutto quando l’ingiunzione comprende voci diverse o è stata emessa da un concessionario della riscossione. Se il termine è vicino alla scadenza, è opportuno rivolgersi immediatamente a un avvocato, a un professionista abilitato o a un’associazione di tutela, senza attendere di completare autonomamente tutte le verifiche.
L’opposizione deve iniziare con l’indicazione dell’autorità destinataria, utilizzando la formula riportata nell’ingiunzione o nelle istruzioni dell’ufficio. Può essere scritto, ad esempio, “Al Giudice competente di …” oppure “Alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di …”, ma la formula deve corrispondere al procedimento effettivamente applicabile. Subito dopo vanno indicati i dati dell’opponente: nome e cognome o denominazione, codice fiscale o partita IVA, data e luogo di nascita se si tratta di una persona fisica, residenza o sede legale, indirizzo di posta elettronica certificata se disponibile, numero di telefono e, se necessario, domicilio eletto presso il difensore.
Nel testo devono essere riportati gli estremi completi dell’ingiunzione impugnata. È consigliabile indicare il numero dell’atto, la data di emissione, l’importo richiesto, l’ente che lo ha emesso, il soggetto eventualmente incaricato della riscossione e la data in cui l’atto è stato notificato. Se l’ingiunzione è stata preceduta da un avviso di accertamento, da un verbale, da un sollecito o da una precedente richiesta di pagamento, occorre indicare anche tali documenti e spiegare il rapporto tra gli atti.
La parte centrale deve esporre i fatti in ordine cronologico, con frasi brevi e verificabili. È utile descrivere quando si è verificato il fatto contestato, quale comunicazione è stata ricevuta, quali pagamenti sono stati eventualmente effettuati e perché si ritiene che la somma non sia dovuta, sia dovuta in misura diversa oppure non possa più essere richiesta. Non è sufficiente affermare che l’importo è “ingiusto” o “eccessivo”: occorre collegare ogni contestazione a un dato concreto, come una ricevuta, una data, un errore anagrafico, una prescrizione, un pagamento già eseguito, una mancata notifica, un calcolo errato o l’assenza di una motivazione comprensibile.
Dopo la ricostruzione dei fatti devono essere formulate le ragioni giuridiche dell’opposizione. Le contestazioni possono riguardare, a seconda del caso, la mancanza dei presupposti del credito, l’inesistenza o l’irregolarità della notifica dell’atto precedente, la prescrizione o la decadenza, l’avvenuto pagamento, l’errata individuazione del soggetto obbligato, l’errata applicazione della tariffa o della sanzione, il difetto di motivazione, l’erroneità degli interessi o delle spese, oppure la duplicazione della richiesta. Ogni motivo dovrebbe essere esposto in un paragrafo separato, iniziando dalla spiegazione del problema e proseguendo con l’indicazione dei documenti che lo dimostrano.
Una formula utilizzabile, da adattare al caso concreto, è: “L’opponente contesta la pretesa in quanto l’importo richiesto non risulta dovuto per le ragioni di fatto e di diritto di seguito indicate”. Per la prescrizione si può scrivere: “Il credito, ove esistente, deve ritenersi prescritto, non risultando notificati atti idonei a interrompere il decorso del termine nel periodo compreso tra … e …”. Per il pagamento: “La somma richiesta risulta già corrisposta in data … mediante …, come comprovato dalla ricevuta allegata”. Per un errore di calcolo: “L’importo indicato nell’ingiunzione non coincide con quello risultante dall’applicazione dei criteri previsti, poiché …”. Queste formule non sostituiscono la verifica della disciplina applicabile e devono essere accompagnate da fatti e prove specifiche.
Nella parte finale devono essere formulate le richieste. In genere si chiede all’autorità competente di dichiarare l’illegittimità o l’infondatezza dell’ingiunzione e di annullarla, integralmente o limitatamente alle somme non dovute. Se l’importo è solo parzialmente errato, è preferibile indicare con precisione quali voci vengono contestate e quale importo, eventualmente, si riconosce. Si può inoltre chiedere la sospensione dell’efficacia dell’ingiunzione o delle procedure di riscossione quando esiste un rischio concreto di pagamento forzato o di altro pregiudizio. La sospensione non è automatica: deve essere motivata e, quando necessario, presentata con un’apposita istanza secondo le regole del procedimento.
Una formula conclusiva può essere: “Per questi motivi, il sottoscritto chiede che l’autorità adita voglia accogliere l’opposizione e, per l’effetto, annullare l’ingiunzione n. …, ovvero rideterminare l’importo eventualmente dovuto, con ogni conseguente provvedimento. Chiede inoltre, ricorrendone i presupposti, la sospensione dell’efficacia dell’atto e delle attività di riscossione”. Se l’opposizione viene presentata tramite un avvocato, le richieste devono essere adattate alla forma processuale prevista e possono comprendere anche la condanna alle spese.
Alla fine devono essere inseriti luogo, data e firma. La firma deve corrispondere al soggetto indicato nell’atto; se firma un rappresentante, devono risultare i suoi poteri e deve essere allegata la documentazione che li dimostra. Quando la trasmissione avviene in formato digitale, occorre verificare se sia richiesta la firma digitale, l’invio tramite posta elettronica certificata, il deposito su una piattaforma telematica o il deposito presso la cancelleria. Una semplice e-mail ordinaria o una comunicazione generica all’ufficio comunale non sempre costituiscono una valida opposizione giudiziale.
Gli allegati devono essere indicati in una sezione finale, con descrizioni precise. Devono normalmente comprendere una copia completa dell’ingiunzione, la prova della data e delle modalità di notifica, gli atti precedenti richiamati nell’ingiunzione, le ricevute di pagamento, gli estratti conto, la corrispondenza con il Comune, i documenti relativi alla residenza o alla titolarità del bene, le fotografie o le relazioni tecniche pertinenti e una copia del documento di identità. È utile numerare gli allegati e richiamarli nel testo, scrivendo, ad esempio, “come risulta dalla ricevuta allegata sub 3”. Non devono essere inviati documenti illeggibili, incompleti o privi delle pagine che contengono date, importi e riferimenti identificativi.
Prima dell’invio occorre controllare che il termine sia ancora aperto, che la data di notifica sia stata calcolata correttamente, che l’autorità destinataria sia quella competente e che la modalità di deposito sia valida. Bisogna verificare inoltre che il numero dell’ingiunzione, il codice fiscale, l’importo e le date siano riportati senza errori, che tutte le pagine dell’atto siano state esaminate e che l’indirizzo PEC o quello fisico siano copiati esattamente dalle istruzioni ufficiali. È prudente conservare l’atto inviato, gli allegati, la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna PEC, oppure la ricevuta di deposito o di spedizione con prova della data.
Tra gli errori più frequenti vi sono l’invio oltre il termine, la presentazione all’ufficio sbagliato, la confusione tra richiesta di chiarimenti e vera opposizione, l’assenza di una contestazione concreta, la mancata richiesta di sospensione quando è necessaria, l’invio di allegati non richiamati e l’uso di un tono polemico. Il documento deve essere fermo ma rispettoso, tecnico ma comprensibile, privo di accuse personali e di espressioni come “è tutto illegale” o “non pagherò mai”. È preferibile usare formule come “si contesta”, “si rileva”, “non risulta comprovato” e “si chiede l’annullamento”, limitando ogni affermazione a ciò che può essere dimostrato.
Infine, la presentazione di un’opposizione non comporta sempre la sospensione automatica del pagamento o della riscossione. Fino a quando l’autorità competente non dispone diversamente, occorre verificare quali obblighi restino in vigore e se sia necessario presentare anche una specifica istanza cautelare. Quando l’importo è elevato, l’atto riguarda una sanzione, sono già iniziate azioni esecutive oppure esistono dubbi sulla competenza del giudice e sul termine applicabile, la revisione del documento da parte di un professionista è particolarmente importante.
Modello opposizione ingiunzione di pagamento comune
TRIBUNALE ORDINARIO DI ________________
ATTO DI CITAZIONE IN OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO
Per
il Sig. ________________, codice fiscale ________________, nato a ________________ il ________________, residente in ________________, via ________________, n. ________________, PEC ________________,
oppure
la Società ________________, con sede legale in ________________, via ________________, n. ________________, codice fiscale e partita IVA ________________, in persona del legale rappresentante pro tempore Sig. ________________, codice fiscale ________________, nato a ________________ il ________________,
elettivamente domiciliato in ________________, via ________________, n. ________________, presso lo studio dell’Avv. ________________, codice fiscale ________________, del Foro di ________________, PEC ________________, fax ________________, che lo rappresenta e difende in virtù di procura alle liti ________________,
OPPONENTE
contro
il Sig. ________________, codice fiscale ________________, nato a ________________ il ________________, residente in ________________, via ________________, n. ________________, PEC ________________,
oppure
la Società ________________, con sede legale in ________________, via ________________, n. ________________, codice fiscale e partita IVA ________________, in persona del legale rappresentante pro tempore Sig. ________________, PEC ________________,
OPPOSTO
PREMESSO IN FATTO
1. In data ________________, il Tribunale di ________________, nella persona del Giudice ________________, emetteva il decreto ingiuntivo n. ________________, R.G. n. ________________, con il quale ingiungeva all’odierno opponente di pagare in favore dell’odierno opposto la somma di euro ________________, oltre interessi, spese e competenze del procedimento monitorio.
2. Il predetto decreto ingiuntivo veniva notificato all’opponente in data ________________ mediante ________________.
3. L’opponente veniva a conoscenza del decreto ingiuntivo in data ________________.
4. Il decreto ingiuntivo è stato emesso in relazione a ________________.
5. La pretesa creditoria azionata dalla parte opposta trae origine da ________________.
6. L’opponente contesta integralmente, o comunque parzialmente, la pretesa fatta valere con il decreto ingiuntivo per le ragioni di seguito esposte.
7. ________________.
MOTIVI DI OPPOSIZIONE
1. Incompetenza del giudice adito
Il decreto ingiuntivo è stato emesso da giudice incompetente per ________________.
La competenza appartiene al Tribunale di ________________, in quanto ________________.
2. Insussistenza del credito
Il credito azionato dalla parte opposta è inesistente, infondato e comunque non dovuto, poiché ________________.
3. Contestazione dell’an e del quantum debeatur
L’opponente contesta sia l’esistenza del credito sia la sua quantificazione.
In particolare, l’importo richiesto risulta errato per le seguenti ragioni: ________________.
La somma eventualmente dovuta, che in ogni caso si contesta, non potrebbe essere superiore a euro ________________.
4. Inadempimento o inesatto adempimento della parte opposta
La parte opposta non ha adempiuto, oppure ha adempiuto in modo inesatto, alle proprie obbligazioni consistenti in ________________.
Tale inadempimento ha determinato ________________.
5. Avvenuto pagamento e compensazione
L’opponente ha già corrisposto alla parte opposta la somma di euro ________________ in data ________________, mediante ________________.
Inoltre, l’opponente vanta nei confronti della parte opposta un controcredito pari a euro ________________, derivante da ________________, con conseguente compensazione totale o parziale delle rispettive pretese.
6. Inidoneità della documentazione posta a fondamento del ricorso monitorio
La documentazione prodotta nel procedimento monitorio non dimostra l’esistenza, la certezza, la liquidità e l’esigibilità del credito, poiché ________________.
7. Nullità, inefficacia o inesistenza del rapporto sottostante
Il rapporto contrattuale o obbligatorio posto a fondamento della domanda monitoria è nullo, annullabile, inefficace, risolto, receduto o comunque insussistente per i seguenti motivi: ________________.
8. Prescrizione e decadenza
Il credito azionato deve ritenersi prescritto e comunque non esigibile, in quanto ________________.
La prescrizione risulta maturata in data ________________.
9. Errata applicazione di interessi, penali e accessori
Sono contestati gli interessi, le penali, le commissioni, le spese e ogni altro accessorio richiesto, poiché ________________.
10. Nullità o illegittimità del decreto ingiuntivo
Il decreto ingiuntivo è nullo, revocabile o comunque illegittimo per ________________.
11. Ulteriori motivi
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ISTANZA DI SOSPENSIONE DELLA PROVVISORIA ESECUTIVITÀ
Ove il decreto ingiuntivo sia stato dichiarato provvisoriamente esecutivo, ovvero qualora ne sia stata concessa la provvisoria esecuzione, l’opponente chiede, ai sensi dell’art. 649 del codice di procedura civile, la sospensione della provvisoria esecutività, sussistendo gravi motivi.
In particolare:
a) il credito è contestato per le ragioni sopra esposte;
b) l’esecuzione forzata arrecherebbe all’opponente un pregiudizio grave e irreparabile, consistente in ________________;
c) sussiste il pericolo di ________________;
d) ________________.
In subordine, l’opponente chiede l’adozione di ogni provvedimento ritenuto opportuno ai sensi di legge.
CITA
il Sig. ________________, oppure la Società ________________, come sopra identificato e rappresentato, a comparire innanzi al Tribunale Ordinario di ________________, Sezione ________________, all’udienza del giorno ________________, ore di rito, con invito a costituirsi nel termine di almeno settanta giorni prima dell’udienza indicata, ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 del codice di procedura civile, e con avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine comporta le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 del codice di procedura civile, per ivi sentir accogliere le seguenti
CONCLUSIONI
Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, contrariis reiectis:
In via preliminare
1. accertare e dichiarare ________________;
2. dichiarare l’incompetenza del Tribunale di ________________ in favore del Tribunale di ________________, per le ragioni esposte;
3. sospendere, ai sensi dell’art. 649 del codice di procedura civile, la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo n. ________________, emesso dal Tribunale di ________________ in data ________________;
In via principale
4. accogliere la presente opposizione;
5. revocare integralmente il decreto ingiuntivo n. ________________, emesso dal Tribunale di ________________ in data ________________, R.G. n. ________________;
6. accertare e dichiarare che nulla è dovuto dall’opponente alla parte opposta;
In via subordinata
7. accertare e dichiarare che l’eventuale somma dovuta dall’opponente non può essere superiore a euro ________________, ovvero alla diversa somma ritenuta di giustizia;
8. rideterminare gli interessi, le penali, le spese e ogni altro accessorio nella misura ritenuta dovuta;
9. dichiarare la compensazione, totale o parziale, tra il credito eventualmente spettante alla parte opposta e il controcredito dell’opponente pari a euro ________________;
In ogni caso
10. rigettare ogni domanda, eccezione e richiesta formulata dalla parte opposta;
11. condannare la parte opposta alla restituzione delle somme eventualmente riscosse in forza del decreto ingiuntivo opposto, pari a euro ________________, oltre interessi legali dalla data del pagamento al saldo;
12. condannare la parte opposta al pagamento delle spese, competenze e onorari di causa, oltre rimborso forfettario, IVA, CPA e accessori di legge.
IN VIA ISTRUTTORIA
Si producono i seguenti documenti:
1. copia del decreto ingiuntivo n. ________________;
2. relata di notificazione del decreto ingiuntivo;
3. ________________;
4. ________________;
5. ________________;
6. ________________;
7. ________________;
8. ________________;
9. ________________;
10. ________________.
Si chiede ammettersi prova per interrogatorio formale della parte opposta sui seguenti capitoli:
1. Vero che ________________;
2. Vero che ________________;
3. Vero che ________________;
4. Vero che ________________;
5. Vero che ________________.
Si chiede ammettersi prova testimoniale sui seguenti capitoli:
1. Vero che ________________;
2. Vero che ________________;
3. Vero che ________________;
4. Vero che ________________;
5. Vero che ________________.
Si indicano quali testimoni:
Sig. ________________, codice fiscale ________________, residente in ________________, via ________________, n. ________________;
Sig.ra ________________, codice fiscale ________________, residente in ________________, via ________________, n. ________________;
Sig. ________________, codice fiscale ________________, residente in ________________, via ________________, n. ________________.
Si chiede, ove necessario, disporsi consulenza tecnica d’ufficio in materia di ________________.
Si chiede, inoltre, ordinarsi alla parte opposta l’esibizione dei seguenti documenti:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
DICHIARAZIONE AI FINI DEL CONTRIBUTO UNIFICATO
Ai fini del contributo unificato, si dichiara che il valore della presente controversia è pari a euro ________________.
DICHIARAZIONE DI VALORE E PEC
Il difensore dichiara che il proprio indirizzo di posta elettronica certificata è ________________ e che le comunicazioni e notificazioni relative al presente procedimento potranno essere effettuate al predetto indirizzo.
Luogo e data ________________
Avv. ________________
FIRMA
________________
PROCURA ALLE LITI
Il sottoscritto ________________, codice fiscale ________________, in qualità di ________________, delega l’Avv. ________________ a rappresentarlo e difenderlo nel presente giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge, ivi comprese quelle di proporre domande ed eccezioni, chiamare terzi in causa, conciliare, transigere, rinunciare agli atti e accettare rinunce, riscuotere somme, farsi sostituire, nominare domiciliatari e compiere ogni attività necessaria alla tutela dei propri diritti e interessi.
Dichiara di essere stato informato, ai sensi di legge, della possibilità di ricorrere alla procedura di mediazione e degli eventuali casi di obbligatorietà della stessa, nonché dei possibili costi del procedimento.
Elegge domicilio presso lo studio dell’Avv. ________________, sito in ________________, via ________________, n. ________________.
Luogo e data ________________
Firma della parte
________________
È autentica
Avv. ________________
Firma
________________