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Blog di Luca Metro

Fac simile opposizione ingiunzione di pagamento multe

L’opposizione all’ingiunzione di pagamento per multe è il ricorso con cui si contesta una richiesta di pagamento ritenuta illegittima o non dovuta, ad esempio per vizi nella notifica, prescrizione, importi errati o mancanza dei presupposti. Serve a chiedere all’autorità competente di verificare la sanzione e, se necessario, annullarla o sospenderne la riscossione. Disporre di un modello già pronto può aiutare a organizzare le informazioni, rispettare i requisiti formali e non dimenticare gli elementi essenziali, fermo restando che il testo va adattato al caso concreto e ai termini previsti dalla legge.

Come scrivere una opposizione ingiunzione di pagamento multe

Per preparare un’opposizione a un’ingiunzione di pagamento relativa a multe o sanzioni amministrative, occorre innanzitutto identificare con precisione l’atto ricevuto. Non tutti i documenti chiamati comunemente “ingiunzioni” si contestano nello stesso modo. L’atto può essere un’ordinanza-ingiunzione emessa dall’autorità amministrativa, un’ingiunzione fiscale o un atto di riscossione del Comune, oppure una cartella di pagamento o un’intimazione inviata dall’agente della riscossione. La procedura, il giudice competente e il termine per proporre opposizione cambiano in base al tipo di documento. Prima di redigere l’atto è quindi necessario leggere la parte finale dell’ingiunzione, dove normalmente sono indicati il termine per ricorrere, l’autorità competente e le modalità di deposito.

Nel caso di un’ordinanza-ingiunzione per una violazione amministrativa, il termine ordinario per proporre opposizione è generalmente di trenta giorni dalla notificazione dell’atto, elevato di regola a sessanta giorni per chi risiede all’estero. Per le sanzioni previste dal Codice della strada possono trovare applicazione regole specifiche, soprattutto quando si contesta direttamente il verbale, la cartella, l’ingiunzione o un atto successivo. Non bisogna quindi calcolare il termine partendo dalla data stampata sull’atto, ma dalla data in cui la notificazione si è perfezionata per il destinatario. È importante verificare la relata di notifica, l’avviso di giacenza, la ricevuta PEC o la ricevuta della raccomandata, perché un errore nel calcolo può rendere tardiva l’opposizione.

L’intestazione deve indicare l’ufficio giudiziario o l’autorità competente davanti alla quale l’opposizione viene presentata. A seconda del caso può trattarsi del Giudice di pace, del tribunale o del giudice individuato dalla disciplina della riscossione. Nell’intestazione vanno inseriti anche i dati del ricorrente, cioè nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, domicilio e recapiti. Se si desidera ricevere comunicazioni tramite posta elettronica certificata, è opportuno indicare il proprio indirizzo PEC, verificando che sia attivo e consultato con regolarità. Se l’opposizione è presentata da una società, devono essere riportati denominazione, sede, codice fiscale o partita IVA, dati del legale rappresentante e documento che dimostri i suoi poteri di rappresentanza.

Dopo l’intestazione è utile indicare chiaramente l’atto impugnato. Devono essere riportati l’ente che lo ha emesso, il numero dell’ingiunzione, la data dell’atto, l’importo richiesto, la data di notifica e, se esistente, il numero del verbale originario. Una formula semplice può essere la seguente: “Il/La sottoscritto/a … propone opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento n. …, emessa da … in data … e notificata in data …, con la quale è stato richiesto il pagamento della somma complessiva di euro …, per i motivi di seguito esposti”. Questa parte deve consentire di individuare senza incertezze il provvedimento contestato.

L’esposizione dei fatti deve essere cronologica, concreta e documentata. Occorre spiegare quando sarebbe stata commessa la violazione, quale verbale è stato eventualmente notificato, se il verbale è stato pagato, contestato o mai ricevuto, quando è arrivata l’ingiunzione e quale somma viene oggi richiesta. Se vi sono stati precedenti contatti con il Comune, la polizia locale, l’ente creditore o l’agente della riscossione, è opportuno indicarli soltanto se pertinenti, specificando le date e allegando le relative comunicazioni. Non è utile descrivere circostanze irrilevanti o inserire valutazioni personali sul comportamento dell’ufficio.

La parte centrale è costituita dai motivi di opposizione. Ogni motivo deve riferirsi a un fatto preciso e alla conseguenza giuridica che se ne vuole ottenere. Si può contestare, ad esempio, la mancata o irregolare notificazione del verbale originario, la tardività della notificazione, l’assenza di elementi essenziali nell’ingiunzione, l’errata identificazione del destinatario, l’inesistenza della violazione, l’avvenuto pagamento, la prescrizione o decadenza del credito, un errore nel calcolo della somma richiesta, la duplicazione della pretesa o la mancanza di motivazione. Il motivo deve essere formulato in modo verificabile. È preferibile scrivere “il verbale non è mai stato notificato all’indirizzo di residenza risultante dagli atti, come dimostra il certificato storico allegato” invece di affermare genericamente “non mi è mai arrivato nulla”.

Quando si contesta la mancata notificazione, bisogna distinguere tra mancata ricezione materiale e invalidità della notificazione. Il fatto di non avere ritirato una raccomandata non significa automaticamente che la notifica sia inesistente, perché possono operare la compiuta giacenza o altre forme previste dalla legge. È quindi necessario controllare la relata, l’indirizzo utilizzato, le date dei tentativi di consegna, l’eventuale deposito presso l’ufficio postale e l’avviso lasciato al destinatario. Se l’atto è stato notificato tramite PEC, occorre verificare l’indirizzo utilizzato, la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna, nonché l’integrità degli allegati.

Se si sostiene che il pagamento è già stato effettuato, bisogna indicare la data, l’importo, il metodo utilizzato e il codice o la causale del versamento. La formula può essere: “La pretesa è infondata poiché l’importo relativo alla sanzione è stato integralmente versato in data …, come risulta dalla ricevuta allegata, nella quale sono indicati …”. Se il pagamento è stato parziale, non bisogna presentarlo come estintivo dell’intero debito, ma chiedere la rideterminazione della somma, spiegando quale parte risulta pagata e quale, eventualmente, dovrebbe ancora essere verificata.

Per contestare la prescrizione o la decadenza è indispensabile ricostruire tutte le date rilevanti: data della violazione, data di formazione del verbale, notificazione del verbale, eventuali solleciti, comunicazioni interruttive, rateizzazioni, opposizioni precedenti e notificazione dell’ingiunzione. Non è sufficiente indicare che “sono passati molti anni”. I termini possono variare in base al tipo di sanzione e agli atti compiuti dall’amministrazione. È quindi prudente richiedere, se necessario, l’accesso agli atti per verificare l’intera sequenza documentale prima di fondare l’opposizione soltanto sul decorso del tempo.

Dopo i motivi deve essere inserita una richiesta precisa. La domanda principale può essere formulata così: “Per questi motivi, il ricorrente chiede che l’Ill.mo Giudice adito voglia accogliere la presente opposizione e, per l’effetto, annullare l’ingiunzione di pagamento impugnata e dichiarare non dovuta la somma richiesta”. Se esistono motivi alternativi, si può aggiungere: “In via subordinata, chiede la rideterminazione dell’importo dovuto, con esclusione delle somme non giustificate o già pagate”. Se l’ingiunzione è immediatamente esecutiva o vi è il rischio di pignoramento, può essere valutata una richiesta cautelare di sospensione, da motivare con il pericolo concreto di un danno grave e con l’apparente fondatezza delle ragioni esposte. La sospensione non deve essere chiesta automaticamente: bisogna descrivere quale procedura esecutiva è già iniziata o quale rischio specifico esiste.

Nell’atto è opportuno chiedere anche la condanna dell’amministrazione alle spese soltanto quando ciò sia coerente con la procedura e con il caso concreto. Se la persona non dispone di risorse sufficienti, può verificare se ricorrono i requisiti per il patrocinio a spese dello Stato. La questione dipende dal reddito e dal tipo di procedimento; l’autodichiarazione dei requisiti deve essere compilata con particolare attenzione.

Gli allegati devono essere richiamati nel testo e ordinati in modo comprensibile. È normalmente utile allegare una copia completa dell’ingiunzione, la prova della notificazione, il verbale originario se disponibile, le ricevute di pagamento, la corrispondenza con l’ente, eventuali certificati di residenza o documenti che dimostrino un errore nei dati personali, nonché ogni documento direttamente collegato ai motivi dell’opposizione. Ogni allegato può essere indicato nel testo con una formula come “come risulta dal documento allegato sub 3”. Non bisogna allegare materiale irrilevante, illeggibile o privo di data, perché rende più difficile comprendere la contestazione.

Il tono deve essere formale, rispettoso e fermo. Sono da evitare accuse personali, frasi offensive, minacce, ironia e ricostruzioni emotive. L’amministrazione può avere commesso un errore, ma l’atto deve descrivere l’errore con dati e documenti, non con giudizi sulla correttezza o sulla buona fede dei funzionari. È preferibile usare espressioni come “si contesta”, “non risulta documentato”, “l’atto appare viziato”, “la somma non risulta dovuta” e “si chiede l’annullamento”, evitando formule assolute quando non si dispone ancora della documentazione completa.

La conclusione deve contenere luogo e data, firma del ricorrente e, quando previsto, firma digitale o firma del difensore. Se l’invio avviene tramite PEC, il documento principale deve essere prodotto nel formato richiesto dall’ufficio competente, spesso PDF con firma digitale, ma le regole possono differire. Occorre consultare il sito del giudice o dell’ente, il portale telematico eventualmente utilizzato e le istruzioni sull’eventuale pagamento del contributo unificato o di altri diritti. La PEC deve essere inviata all’indirizzo ufficiale corretto, ricavato da una fonte istituzionale, e bisogna conservare sia la ricevuta di accettazione sia quella di avvenuta consegna, oltre agli eventuali messaggi di errore.

Prima dell’invio è necessario controllare che il nome del destinatario, il numero dell’ingiunzione, le date, gli importi e il codice fiscale siano identici a quelli riportati nei documenti ufficiali. Bisogna verificare che il termine non sia scaduto, che il giudice indicato sia competente, che la copia allegata sia completa e che ogni affermazione importante sia sostenuta da una prova. È utile rileggere l’atto chiedendosi se una persona estranea alla vicenda riuscirebbe a capire quale provvedimento viene contestato, perché è illegittimo e quale decisione viene richiesta.

Gli errori più frequenti consistono nel presentare l’opposizione all’ufficio sbagliato, usare il termine previsto per un atto diverso, confondere il verbale con l’ingiunzione, contestare genericamente la multa senza indicare violazioni concrete, omettere la prova della notifica, allegare ricevute non leggibili, non firmare il documento o inviarlo a un indirizzo PEC non abilitato a ricevere atti giudiziari. Un altro errore comune è attendere una risposta dell’ente dopo avere ricevuto l’ingiunzione e lasciare trascorrere il termine per ricorrere. Una richiesta di chiarimenti o di annullamento in autotutela non sostituisce necessariamente l’opposizione e, salvo conferma espressa dell’ufficio competente, non sospende il termine giudiziario.

Poiché la disciplina varia in base alla natura della sanzione, all’atto ricevuto e al momento della notificazione, nei casi dubbi è opportuno confrontare il documento con le istruzioni riportate nell’ultima pagina dell’ingiunzione e chiedere tempestivamente assistenza a un avvocato, a un’associazione di tutela o a un professionista competente. L’opposizione deve essere costruita sul documento effettivamente ricevuto e sulla sua notificazione, non su un modello generico copiato senza verifiche.

Modello opposizione ingiunzione di pagamento multe

AL GIUDICE DI PACE DI ________________

RICORSO IN OPPOSIZIONE AVVERSO INGIUNZIONE DI PAGAMENTO PER SANZIONE AMMINISTRATIVA

Il/La sottoscritto/a ________________, nato/a a ________________ il ________________, codice fiscale ________________, residente in ________________, via ________________ n. ________________, CAP ________________, telefono ________________, e-mail ________________, PEC ________________,

oppure

La società ________________, con sede legale in ________________, via ________________ n. ________________, CAP ________________, codice fiscale e partita IVA ________________, in persona del legale rappresentante pro tempore ________________, nato/a a ________________ il ________________, codice fiscale ________________, con domicilio digitale ________________,

rappresentato/a e difeso/a dall’Avv. ________________, codice fiscale ________________, del Foro di ________________, con studio in ________________, via ________________ n. ________________, PEC ________________, fax ________________, come da procura ________________,

RICORRENTE

CONTRO

________________, con sede in ________________, via ________________ n. ________________, codice fiscale e partita IVA ________________, in persona del legale rappresentante pro tempore ________________,

e nei confronti di

________________, con sede in ________________, via ________________ n. ________________, codice fiscale e partita IVA ________________, quale soggetto incaricato della riscossione,

RESISTENTI

OGGETTO

Opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento n. ________________, emessa da ________________ in data ________________, notificata in data ________________, relativa a sanzione amministrativa per un importo complessivo di euro ________________, oltre interessi, spese e oneri.

PREMESSO CHE

1. In data ________________, veniva contestata al/alla ricorrente la violazione di ________________, asseritamente commessa in data ________________, alle ore ________________, in ________________, mediante il veicolo targato ________________.

2. La contestazione veniva formalizzata mediante verbale n. ________________, redatto da ________________.

3. Il verbale veniva notificato in data ________________ mediante ________________.

4. Successivamente, il resistente emetteva l’ingiunzione di pagamento n. ________________, avente a oggetto il pagamento della somma di euro ________________, oltre euro ________________ per interessi, euro ________________ per spese di notifica ed euro ________________ per ulteriori oneri.

5. L’ingiunzione veniva notificata al/alla ricorrente in data ________________ mediante ________________.

6. L’ingiunzione di pagamento è illegittima e infondata per i motivi di seguito esposti.

MOTIVI DELL’OPPOSIZIONE

1. Difetto di legittimazione del soggetto emittente

L’ingiunzione è stata emessa da ________________, soggetto privo di legittimazione e/o competenza in quanto ________________.

2. Omessa, inesistente o irregolare notifica del verbale

Il verbale n. ________________ non è stato validamente notificato al/alla ricorrente.

In particolare, ________________.

La notifica deve ritenersi inesistente e/o nulla e/o comunque irregolare poiché ________________.

3. Tardività della notificazione

La contestazione e/o la notificazione del verbale è avvenuta oltre il termine previsto dalla legge.

Il fatto è stato accertato in data ________________, mentre la notificazione è stata effettuata soltanto in data ________________.

4. Insussistenza della violazione contestata

La violazione non è stata commessa dal/dalla ricorrente poiché ________________.

In particolare, ________________.

5. Erronea ricostruzione dei fatti

I fatti descritti nel verbale e richiamati nell’ingiunzione non corrispondono alla realtà, poiché ________________.

6. Insufficiente, contraddittoria o apparente motivazione

L’ingiunzione non indica in modo chiaro e completo i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa.

In particolare, ________________.

7. Violazione del diritto di difesa

Il/La ricorrente non ha potuto esercitare pienamente il proprio diritto di difesa poiché ________________.

8. Omessa valutazione delle deduzioni e della documentazione presentata

In data ________________, il/la ricorrente presentava ________________.

Tali deduzioni e documenti non venivano esaminati e/o non ricevevano adeguata risposta per le seguenti ragioni: ________________.

9. Prescrizione e/o decadenza

La pretesa sanzionatoria deve ritenersi prescritta e/o decaduta poiché ________________.

L’ultimo atto validamente notificato risale al ________________.

Da tale data sono trascorsi ________________ senza che intervenisse alcun valido atto interruttivo.

10. Erronea quantificazione della somma richiesta

L’importo richiesto è errato e non dovuto, poiché ________________.

In particolare, risultano conteggiati in modo illegittimo:

a) euro ________________ a titolo di ________________;

b) euro ________________ a titolo di ________________;

c) euro ________________ a titolo di ________________.

11. Avvenuto pagamento

La somma oggetto dell’ingiunzione è stata integralmente e/o parzialmente pagata in data ________________, mediante ________________, per l’importo di euro ________________.

Il pagamento non è stato correttamente imputato e/o contabilizzato per le seguenti ragioni: ________________.

12. Illegittimità degli interessi, delle maggiorazioni e delle spese

Sono stati applicati interessi, maggiorazioni, compensi, spese e ulteriori oneri non dovuti e/o non adeguatamente specificati.

In particolare, ________________.

13. Ulteriori motivi

________________

ISTANZA DI SOSPENSIONE

L’esecuzione dell’ingiunzione di pagamento deve essere sospesa in ragione della sussistenza di gravi e fondati motivi.

In particolare:

a) l’importo richiesto è rilevante rispetto alle condizioni economiche del/della ricorrente;

b) l’esecuzione immediata arrecherebbe un pregiudizio grave e irreparabile consistente in ________________;

c) sussistono rilevanti profili di illegittimità riguardanti ________________;

d) ________________.

Tutto ciò premesso, il/la ricorrente, come sopra rappresentato/a, difeso/a e domiciliato/a,

CHIEDE

che l’Ill.mo Giudice di Pace adito voglia:

1. in via cautelare, sospendere l’efficacia esecutiva e l’esecuzione dell’ingiunzione di pagamento n. ________________, emessa in data ________________ e notificata in data ________________;

2. nel merito, accogliere il presente ricorso e, per l’effetto, annullare e dichiarare priva di efficacia l’ingiunzione di pagamento n. ________________;

3. in subordine, rideterminare l’importo eventualmente dovuto nella somma ritenuta di giustizia e comunque non superiore a euro ________________;

4. dichiarare non dovuti gli interessi, le maggiorazioni, le spese di notifica, i compensi e gli ulteriori oneri richiesti;

5. ordinare la cancellazione e/o lo sgravio di ogni iscrizione, fermo amministrativo, procedura esecutiva o altra attività conseguente all’ingiunzione opposta;

6. condannare i resistenti, in solido e/o ciascuno per quanto di rispettiva competenza, al pagamento delle spese, competenze e onorari del presente giudizio, oltre rimborso forfetario, IVA e CPA come per legge.

IN VIA ISTRUTTORIA

Il/La ricorrente chiede l’ammissione dei seguenti mezzi di prova:

1. prova documentale mediante i documenti allegati;

2. interrogatorio formale di ________________ sui seguenti capitoli: ________________;

3. prova testimoniale sui seguenti capitoli: ________________;

4. ammissione di consulenza tecnica d’ufficio in materia di ________________;

5. acquisizione del fascicolo relativo a ________________;

6. ogni ulteriore mezzo istruttorio ritenuto necessario.

DICHIARAZIONE DI VALORE

Ai fini del contributo unificato, il valore della presente controversia è pari a euro ________________.

Il contributo unificato versato ammonta a euro ________________.

DOCUMENTI ALLEGATI

1. Copia dell’ingiunzione di pagamento n. ________________;

2. copia della relata e/o dell’avviso di notificazione;

3. copia del verbale n. ________________;

4. copia della documentazione relativa alla notificazione del verbale;

5. copia dei documenti comprovanti ________________;

6. copia delle ricevute di pagamento;

7. copia delle comunicazioni intercorse con ________________;

8. copia del documento di identità del/della ricorrente;

9. copia del codice fiscale del/della ricorrente;

10. ________________;

11. ________________;

12. ________________.

DICHIARAZIONE DI DOMICILIO

Il/La ricorrente dichiara di eleggere domicilio presso lo studio dell’Avv. ________________, sito in ________________, via ________________ n. ________________, e indica quale indirizzo PEC per le comunicazioni e notificazioni il seguente: ________________.

Luogo e data ________________

Firma del/della ricorrente

________________

Firma dell’Avvocato

________________

PROCURA ALLE LITI

Il/La sottoscritto/a ________________, nato/a a ________________ il ________________, codice fiscale ________________, conferisce all’Avv. ________________, del Foro di ________________, procura a rappresentarlo/a e difenderlo/a nel presente giudizio di opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento n. ________________, con ogni più ampia facoltà di legge, ivi comprese quelle di conciliare, transigere, rinunciare agli atti, accettare rinunce, chiamare terzi in causa, proporre domande riconvenzionali, farsi sostituire, nominare domiciliatari e proporre impugnazioni.

Elegge domicilio presso lo studio del difensore in ________________, via ________________ n. ________________, e indica quale indirizzo PEC ________________.

Luogo e data ________________

Firma del/della conferente

________________

È autentica

Avv. ________________

________________

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